Attenzione
«Violato l’accordo con lo Stato»
ROCCASTRADA. «La proposta di poste italiane tesa a chiudere definitivamente decine di uffici postali in Toscana e nella provincia di Grosseto coinvolge anche il comune di Roccastrada con la paventata...
ROCCASTRADA. «La proposta di poste italiane tesa a chiudere definitivamente decine di uffici postali in Toscana e nella provincia di Grosseto coinvolge anche il comune di Roccastrada con la paventata chiusura dell'ufficio postale di Torniella. Tale chiusura viola in modo eclatante l'accordo Stato-Poste italiane sulla funzione sociale di un servizio postale giornaliero, già ridotto a soli tre giorni settimanali, fino ad oggi a servizio degli utenti della frazioni di Torniella e Piloni».
Lo scrivono per “Insieme per Roccastrada” il coordinatore Moreno Bellettini e la consigliera Simonetta Baccetti, ricordando che «utenti prevalentemente anziani con evidenti difficoltà a spostamenti di decine di km per usufruire di un servizio sufficientemente valido. Attualmente l'ufficio postale, pur nella sua ridotta apertura, mitiga parte dei disagi dovuti alla carenza di servizi ,contenendo in qualche modo l'esodo dei residenti verso centri più grandi muniti di servizi migliori. Preservando parti importanti del territorio dall'abbandono e il conseguente degrado. Privare 300-400 cittadini di un servizio pubblico che aiuta in modo determinante il sopravvivere di un buon turismo estivo e durante l'inverno quello legato alla attività venatoria, significa dare un ulteriore colpo mortale a una comunità senza nessuna presenza pubblica nel proprio territorio. Come Comitato insieme per Roccastrada invitiamo poste italiane a recedere da tale decisione. Penalizzante in modo irreversibile per i cittadini di Torniella e Piloni, e conseguentemente per buona parte dell'economia comunale».
«Invitiamo - concludono - il sindaco di Roccastrada ad intervenire in modo deciso nei confronti dello Stato e di poste italiane, per arginare l' ennesimo deleterio attacco al territorio e ai soggetti più deboli della nostra società, con decisioni dettate soltanto da fattori economici, tralasciando come al solito l'essenziale funzione sociale propria di un sevizio pubblico».
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