Italia
Una raccolta di firme per riaprire il Barrino
I gestori hanno portato via le chiavi nonostante gli arretrati da pagare, gli abitanti si uniscono
TATTI. Dopo aver trovato chiusa ogni strada percorribile, il paese si compatta. Discute, s’organizza, raccoglie firme. Un’azione collettiva che ha un unico obiettivo: restituire il Barrino alla sua Tatti, chiuso dalla fine di novembre a causa di una diatriba con la precedente gestione, che ha chiuso la struttura portando via con sé attrezzature e chiavi. Per il piccolo borgo massetano questo è stato un colpo al cuore, dato che il Barrino rappresenta l’unico locale di ritrovo per la sua comunità. Ed è da questa ferita che è partita una raccolta firme per chiedere a chi di dovere (ossia alle istituzioni) per sbloccare questo stallo che preoccupa molto gli abitanti della frazione. «Oggi questo piccolo e bellissimo paese ha bisogno anche del nostro e vostro aiuto. Chi è passato da Tatti conosce il Barrino, per quei pochi che non lo sanno diciamo loro che è l’unico ristorante che con la sua posizione e le sue terrazze domina tutta la Maremma e intorno al quale si svolge tutta l’attività turistica del borgo». Queste parole sono scritte su un volantino fatto circolare per il borgo. Girano anche su internet, appellandosi direttamente al gruppo I Love Tatti, dove sono raggruppati tutti i residenti che hanno un profilo facebook. È il prologo a una richiesta di adesione all’azione che ormai ogni anima del paese ha intrapreso per riportare le cose al loro ordine. La cronaca degli ultimi mesi è riportata sinteticamente sullo stesso volantino. «Una situazione paradossale» la chiamano gli organizzatori. «I gestori di quell’attività, improvvisamente, chiudono senza dare nessun preavviso alla proprietà, sono in arretrato di 12 mesi di affitto, ma nonostante ciò, per consegnare le chiavi, chiedono loro di essere pagati». Dopodiché, «nell’incontro pubblico che si è tenuto è emersa tutta questa particolare situazione in cui si sono evidenziati anche tutti gli sforzi fatti dal consiglio di amministrazione della Pro Tatti (Società cooperativa proprietaria dell’immobile) per trovare una possibile soluzione al problema dagli aspetti incredibili». E questo è quanto. Uno stallo «paradossale» e insopportabile per gli abitanti, che hanno già raccolto decine di firme per chiedere alle «autorità o chi ne ha il potere di intervenire con urgenza in questa assurda situazione – si legge nel testo - Non si può tollerare ulteriormente un atteggiamento che potremmo definire ricattatorio». Il problema del resto non è soltanto simbolico: «qui è in gioco gran parte del futuro di questo borgo e di alcune attività connesse: non è più un interesse privato, ma un interesse collettivo». Ecco il perché di tanta mobilitazione: «c’è un’iniziativa del consiglio di frazione, c’è in corso una petizione autonoma dei cittadini e anche noi ci dobbiamo sentire in dovere di dare il nostro contributo a far sì che quella struttura venga riaperta prima del periodo estivo». (a.f.)
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