Sicurezza
Un perito per l’impianto di Scarlino Energia
Nominata dal tribunale, Maria Triassi ha ricevuto l’incarico dopo la denuncia della class action
SCARLINO. È la prima volta che fa sentire la sua voce da quando, a inizio gennaio, è stata nominata dal tribunale di Grosseto. Poche parole, ma che racchiudono il suo spirito. «È un fatto importante» dice. «È la prima volta in Italia». «È innovativa per il futuro».
Sono parole di Maria Triassi, la docente universitaria ed esperta in campo ambiente-salute a cui il giudice Giulia Conte ha affidato il compito di portare avanti un’indagine sull’inceneritore di Scarlino. L’inizio dei lavori in questo senso è fissato a lunedì. Un incarico arrivato dopo l’azione mossa dall’avvocato Roberto Fazzi e la sua class action, in cui sono confluiti un centinaio di soggetti, tra privati cittadini e associazioni per chiedere i danni a Scarlino Energia per quelle emissioni sospette (cinque volte sopra i limiti di legge) registrate nel 2013.
«Per la prima volta – ha detto l’esperta – in Italia si assiste ad una class action che vede fianco a fianco cittadini e associazioni, tutti enormemente preoccupati di scoprire quale rapporto esista sul territorio tra inquinamento e salute». Una novità assoluta quindi in materia. E poco importa se la sentenza del Consiglio di Stato ha spento i forni dell’impianto: l’azione legale resta in piedi, così come l’indagine affidata a Triassi.
Per l’esattezza, usando il corretto gergo tecnico, si tratta di una ctu: consulenza tecnica d’ufficio, o in altre parole ancora una perizia, che si baserà sulla lavorazione dei dati raccolti negli anni e sulla compatibilità e la sostenibilità dell’ambiente rispetto alle emissioni dell’inceneritore. L’indagine inizierà lunedì (9 febbraio), con la possibilità per Triassi di richiedere tutti i documenti necessari, sia ai comitati che alle aziende private.
Il deposito della prima perizia è fissata per il 10 giugno, ma è possibile che l’esperta chieda una proroga, data la mole di documenti da analizzare. Un lavoro che comunque non spaventa Triassi. Basta leggere i suoi attuali incarichi per capire la sua preparazione: docente all’Università di Napoli, primario dell’area funzionale di Igiene e Sicurezza degli ambienti di lavoro ed epidemiologia applicata all’azienda universitaria policlinico Federico II, sempre di Napoli. In curriculum, ha anche la perizia sul disastro ambientale dell’Ilva di Taranto o consulenze per il Comune di Napoli durante l’emergenza rifiuti in città. (a.f.)
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