Finanza
Tioxide: sei milioni per l’ambiente
Verrà sistemato l’impianto dell’azienda e sarà anche recuperata la cava di Montioni che diventerà riserva naturale
FOLLONICA. Sei milioni per migliorare l'impianto della Tioxide, l'azienda si impegna anche recuperare la cava di Montioni. L'annuncio è arrivato nel corso di una riunione istituzionale: sicuramente la notizia per il territorio maremmano rappresenta un passo avanti, anche se restano ancora alcune perplessità da parte degli ambientalisti locali. In queste ultime settimane si è sentito parlare molto dell'impresa che produce biossido di titanio nella piana di Scarlino; due su tutte le questioni in ballo: la prima riguarda il conferimento dei gessi rossi di scarto nell'area alle porte di Follonica confinante con il Parco di Montioni, conferimento che ha provocato delle fuoriuscite di liquido nella riserva naturale. Di conseguenza l'amministrazione follonichese ha ordinato all'azienda di installare un depuratore per scongiurare dei possibili inquinamenti. La seconda questione è relativa ai cattivi odori provenienti dalla zona industriale scarlinese: un'indagine di Arpat e Asl ha stabilito che una parte dei miasmi deriva da un processo di lavorazione della Tioxide, in particolare sono prodotti da un procedimento legato ai filtri dei forni bassi e non alla ciminiera alta. Le due problematiche interessano direttamente il Comune di Follonica: la cava di Montioni è nel territorio follonichese, mentre i cattivi odori sono percepiti principalmente nel quartiere Cassarello nella città del golfo. Così nei giorni scorsi il presidente della Provincia, Emilio Bonifazi, i sindaci di Follonica (Andrea Benini), Scarlino (Marcello Stella) e Gavorrano (Elisabetta Iacomelli) hanno incontrato i dirigenti della Tioxide, Phil Wrigley e Juha Makinen: nel corso della riunione è stata concordata una serie di impegni e investimenti sul territorio, l'azienda ha infatti assicurato alle istituzione di aver previsto interventi per migliorare l'impianto sia per le condizioni di lavoro che per l'impatto ambientale. «Scarlino è un sito importante per la nostra divisione – ha affermato Wrigley - sia per l'alta competenza tecnica dei lavoratori che per i prodotti di qualità realizzati nello stabilimento. Ci siamo impegnati a tutelare la salute e la sicurezza del nostro personale e a proteggere e conservare l'ambiente. L'anno scorso abbiamo investito oltre 38 milioni di euro per costruire a Scarlino il nuovo impianto per il solfato di ferro e quello di cogenerazione in modo da potenziare e incrementare la competitività del sito. Quest'anno ci proponiamo di investire circa sei milioni di euro per apportare ulteriori miglioramenti, includendo la riduzione delle emissioni gassose». «Siamo sempre alla ricerca di opportunità per ridurre e riutilizzare i co-prodotti come sali di ferro e gesso generati dai processi produttivi – ha ribadito Juha Makinen - Grazie all'acquisizione dei business della società Rockwood nell'ottobre 2014, abbiamo ora accesso ad alcune avanzate tecnologie e a soluzioni innovative e abbiamo già identificato mercati per i prodotti del nuovo impianto di solfato di ferro di Scarlino». Per quanto riguarda il sito di Montioni nel corso dell'incontro istituzioni e azienda hanno concordato di fissare un programma congiunto, che interesserà anche la Regione Toscana, che preveda il recupero completo dell'area per poi riconsegnarla ad un uso pubblico all'interno della riserva naturale. «Le attività industriali – commenta Bonifazi – non sono antitetiche al nostro territorio. Solo la presenza, infatti, di tutti i sistemi di impresa può garantire una crescita equilibrata e sbocchi occupazionali sufficienti. Gli enti locali controlleranno che gli impegni presi vengano confermati e che sia garantita qualità del lavoro e dell'ambiente». Un passo avanti almeno nei propositi è stato fatto.
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