Sicurezza
Pronto soccorso, un altro assedio. Sono finite anche le barelle
Il picco dell’influenza ha prodotto un nuovo sovraffollamento dei locali del Misercordia
Il responsabile Breggia: "Contiamo di poter assorbire le eccedenze in un paio di giorni"
GROSSETO. Anche nella giornata di sabato 7 la situazione al pronto soccorso di Grosseto è rimasta critica per tutta la giornata. Già alle 9 del mattino, il direttore generale Daniele Testi, il responsabile del dipartimento di emergenza- urgenza Mauro Breggia e il dottor Paolo Conti, direttore dell'area funzionale medica del Misericordia erano sul pezzo, per monitorare la situazione e trovare qualche soluzione. Assente invece il direttore sanitario dell’ospedale, la dottoressa Franca Martelli. Convocato anche il dirigente delle professioni infermieristiche Tania Barbi.
Alle 12, però, nessun miglioramento, anzi… Sala d’attesa gremita, pazienti ovunque, quattro per ogni stanzina nello spazio open guidato nel corso della mattinata dal dottor Groccia. A un certo punto sono finite le barelle e alcuni Oss hanno avviato una caccia al tesoro per recuperarle in altre aree dell’ospedale. Gli accessi sono continui. Arrivano i traumatizzati, arriva il giovane con lo pneumotorace, l’anziano con l’ambulanza, la colica. Tutto passa da qui, dove non bastano gli infermieri, non ci sono i posti letto sufficienti. Le attese si dilatano anche per l’intervento più scontato. Un discorso a parte meriterebbe la diagnostica.
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Basta passarci un’ora al pronto soccorso per rendersi conto. Eppure la rassegnazione, tra chi aspetta, prevale sulla rabbia. «Babbo lo hanno stubato da poco. Sta faticosamente respirando da solo, con l’ossigeno. Hanno chiesto a me cosa voglio fare, se andare a Massa o restare qui in attesa di un letto…», un uomo parla al cellulare con la sorella. Gli descrive i disagi, le preoccupazioni, le condizioni del padre. E’ uno dei pazienti che attende da più ore. Ormai sono quasi 24. Ai consueti problemi organizzativi dell’ospedale, alla cronica carenza di letti, si aggiunge in queste giornate il picco di contagio influenzale, che comporta da un lato maggiori assenze del personale per malattia ma, soprattutto, maggiori accessi in Emergenza-Urgenza, come ormai risaputo, a volte anche senza un reale motivo.
Il risultato sono ore di attesa prima di un ricovero, corsie strapiene, barelle ovunque al Ps. Ma dagli operatori che accettano di parlare, di dedicarci un minuto, arrivano spiegazioni diverse. «Sì, è vero. C’è un iperafflusso di pazienti, legato al picco di malattie stagionali, che ha ulteriormente ingolfato il pronto soccorso, ma la ragione di questo casino è un’altra. Nei giorni scorsi una decina di pazienti impropriamente parcheggiati in area chirurgica si è deciso, con una levata d’ingegno, di portarli in area medica, togliendo praticamente la riserva di posti letto necessaria a fronteggiare i nuovi ingressi. Da quel momento è successo il finimondo. Si è risolto un problemino e si è creato un problemone. Ecco, queste cose non gliele dirà nessuno, ma qui tutti lo sanno di chi sono le responsabilità…».
L’unica cosa certa al momento è che si registra un numero di pazienti largamente superiore alla ricettività degli ambienti. E’ la conseguenza dei tagli lineari che hanno ridotto i posti letto, senza che vi fosse un'appropriata rete territoriale alternativa. E’ quello che ripetono i sindacati da tempo. Il responsabile del pronto soccorso Mauro Breggia non vuole parlare, dobbiamo insistere: «Ho già spiegato al direttore come stanno le cose. In effetti viviamo giornate di difficoltà e sono il primo a essere amareggiato. Contiamo in un paio di giorni di assorbire le cosiddette eccedenze. Non sono queste le giornate per parlare delle soluzioni per decongestionare il pronto soccorso».
Per la cronaca alle 14 erano ancora otto i pazienti in attesa di ricovero. In serata la Rsu fa sapere di aver chiesto alla direzione generale dell’Asl 9 un incontro urgente, proprio per parlare delle problematica del pronto soccorso e della mancanza di posti letto in area medica.
Il direttore Testi: "Servono collaborazione e responsabilità"
«L’azienda sta mettendo in atto i provvedimenti necessari per rispondere ai bisogni dell'utenza». Inizia così la nota di risposta della direzione dell’Asl 9 riguardo ai disagi e alle polemiche raccontati dal nostro giornale.
«Il maggior afflusso di pazienti legato al periodo stagionale e all'evoluzione della patologia influenzale, nell'ultima settimana – ammette Daniele Testi - ha determinato un oggettivo sovraffollamento del pronto soccorso di Grosseto, generale e pediatrico, con un incremento medio di accessi del 15 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno».
«A fronte di questa situazione l'Asl 9 – prosegue il direttore generale – ha messo e sta mettendo in atto tutti i possibili interventi per dare una risposta ai bisogni dell'utenza che si rivolge al pronto soccorso. Se occorre anche con soluzioni di emergenza, come è avvenuto con l'utilizzo dei posti letto dell'ospedale di comunità, reso necessario in attesa che si normalizzino gli afflussi e che vadano a regime i posti letto nelle aree in ristrutturazione».
Testi promette che nella seconda metà di febbraio verrà aperta anche la terapia subintensiva, destinata ad accogliere pazienti a maggior complessità assistenziale e che potrà essere di ulteriore supporto alle necessità di ricovero proveniente dal pronto soccorso. Dal 16 febbraio, inoltre, gli spostamenti degli utenti del pronto soccorso «saranno garantiti da un servizio esternalizzato che consentirà agli Oss di prestare continuativamente la loro attività nella struttura di emergenza». Le criticità attuali sono note e costantemente monitorate, secondo Testi, «un lavoro svolto insieme ai professionisti e alla direzione ospedaliera, per dare risposte nell'immediato e per consolidare la capacità di accoglienza del Misericordia nei prossimi i giorni, in cui si prevedono ancora flussi importanti verso il Ps».
Il direttore chiede quindi la collaborazione di tutti «e senso di responsabilità del personale ospedaliero del dipartimento di emergenza e delle altre aree, che desidero ringraziare per l'impegno e la professionalità messa in campo, ciò permetterà di non venire meno all'obiettivo di garantire la migliore risposta assistenziale possibile ai pazienti».
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