Il Tirreno

Grosseto

LA DENUNCIA DELLA RSU AZIENDALE

«Progetti e promesse, ma poi non si fa niente»

«Progetti e promesse, ma poi non si fa niente»

Mancano infermieri, gli Oss hanno altri incarichi, attese interminabili per il ricovero

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Il 3 febbraio il Tirreno raccontò il caso di un anziano paziente grossetano che in condizioni gravi _ già ricoverato da qualche giorno nell’ospedale cittadino, vittima di una complicazione respiratoria, intubato e quindi bisognoso di letto e macchine nella terapia intensiva _ era stato trasferito, su gomma, da Grosseto a Prato, dopo aver rischiato di finire addirittura fuori regione. Questo per la mancanza di posti letto in rianimazione.

La punta dell’iceberg di una prassi consolidata per stessa ammissione dell’azienda. Ebbene ieri Prato ha disposto il ritorno di quello stesso paziente in Maremma, a Massa Marittima, in pneumologia, nonostante i familiari, viste le condizioni, avessero esplicitamente chiesto di non riservargli un ulteriore viaggio in ambulanza. Ma così prevedono i protocolli. Ieri sera invece altri due pazienti, anch’essi intubati e bisognosi della terapia intensiva, hanno stazionato a lungo al Pronto soccorso, in attesa di conoscere la propria destinazione.

Su questo punto la presidente della Rsu Chiara Andretta va giù duro. «Da più di un anno è stata annunciata l’apertura di una sub intensiva, ma non si hanno più notizie e ogni qual volta ne chiediamo conto ci viene risposto che mancano i medici anestesisti. In realtà mancherebbero anche gli infermieri, perché per aprirlal’idea era quella di togliere infermieri alla rianimazione senza rimpiazzarli...».

«Tornando ai deficit _ prosegue la Andretta _ dentro il Pronto soccorso si contano fino a 4-5 pazienti per stanza, poi ci sono i barellati nel corridoio. Non è garantita la privacy degli utenti e gli operatori (ridotti all’osso) non lavorano in sicurezza. Sì, perché i cosiddetti Oss non fanno attività di supporto, ma di accompagnamento ai servizi di diagnostica e quindi non stanno dentro il Pronto soccorso a occuparsi dei pazienti e a supportare gli infermieri. La direzione da mesi ha promesso un’estensione dell’appalto alla ditta che si occupa dei trasporti interni per alleggerire il carico di lavoro degli Oss, ma poi non è successo nulla».

E ancora «gli infermieri del Pronto soccorso _ continua la leader della rsu _ sono stati formati per mettere in piedi un progetto per cui i codici bianchi possono essere “sbrigati” dal personale infermieristico, alleggerendo così il flusso nel reparto. Mancando gli infermieri, però, nessuno può dedicarsi a questa attività. Andiamo avanti: in Obi, Osservazione breve intensiva, un paziente dovrebbe restarci al massimo 48 ore e invece ci sta anche 4 giorni, perché mancano letti in area medica per i ricoveri. In pratica è diventato un parcheggio e se poi il posto non si libera si va a casa con il rischio di ricadute e secondi accessi». (g.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web