Il Tirreno

Grosseto

Musica all’aperto Triplicate le aree per fare spettacoli

di Maurizio Bernardini
Musica all’aperto Triplicate le aree per fare spettacoli

Definita la variante al piano acustico, la parola al consiglio Sdoganate via Giotto e Cava, il centro storico resta al palo

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GROSSETO. Piano di classificazione acustica: c’è la variante. Il Comune di Grosseto allarga le maglie e arriva quasi a triplicare le zone comprese nel territorio comunale dedicate a spettacoli e musica all’aperto: si passa da dieci a ventinove aree.

Questa la sintesi di un lungo percorso intrapreso dall’assessorato guidato da Giancarlo Tei, cui è delegata la materia dell’inquinamento acustico. Una strada in cui non sono mancate riunioni pubbliche e incontri privati. Tutto diverrà ufficiale con il voto favorevole del consiglio comunale. Il giorno buono potrebbe essere il 20 febbraio ma l’assemblea è impegnata nella discussione sul via libera definitivo all’ultima parte del regolamento urbanistico e il piano di classificazione potrebbe slittare. Una volta incassato il via libera, sarà la volta del regolamento attuativo.

Spicca un orientamento morbido verso eventi destinati a cadere nei prefestivi: in quelle serate sarà possibile sforare di 30 minuti la mezzanotte. Come previsto, nessuna novità per il centro storico. Non passa, infatti, la linea del Comune che aveva suddiviso l’area dentro Mura in altre piccole zone da destinare a pubblico spettacolo. Nel cuore cittadino, per fare musica e dar vita a eventi all’aperto, si dovrà continuare ad andare in deroga. Solo il Cassero e il bastione della Cavallerizza continueranno a far eccezione. Non viene sciolto, dunque, il nodo legato ai luoghi della movida grossetana.

L’Arpat, in seguito alle verifiche, ha deciso di non concedere il via libera per farne teatro vero e proprio di pubblico spettacolo. Piazza del Sale resta dunque in una posizione a metà che, a parere dell’assessore, può far rima con equilibrio. «Quella – spiega Tei – è una zona calda. In passato sono fioccati pure degli esposti. Ci vuole collaborazione, nel rispetto di tutti. Tra gli esercenti c’è chi ha organizzato, a proprie spese, un servizio di sicurezza e pulizia. Ecco, quelle sono scelte che agevolano la convivenza e il raggiungimento di un equilibrio con chi ha il diritto di stare in serenità». Oltre che per gli spettacoli all’aperto, anche per la musica all’interno dei locali sono stati fatti passi avanti.

Insomma, il segreto, per Tei, è sempre e solo uno: «Ci vuole buonsenso. Perché in questo settore un’applicazione rigida delle regole non permetterebbe di fare mai nulla». Impedire il brusio dovuto dalla gente che si raduna davanti a un locale (pure questo tra i fattori di esposti alla procura) è impossibile. L’invito dell'assessore a chi intende fare impresa rimane sempre lo stesso: «Prima di aprire un bar fate analisi preventive anche riguardo la faccenda dei decibel. Perché essere preparati per tempo rende ogni cosa più semplice».

Ma la variante non si limita al solo centro storico: rientrano nel piano numerose zone d’ombra, oggi di fatto sanate. Si va dall’area a due passi dalla chiesa di Santa Lucia, teatro della sagra parrocchiale che richiama centinaia di appassionati ogni anno, sino alla Cava di Roselle, fino a ora imbrigliata e fuori da una classificazione acustica per pubblico spettacolo. Tra le nuove aree spiccano molte altre zone che ospitano, da anni, appuntamenti culinari ed eventi: i campi sportivi di Roselle e Istia (sagre), il Madonnino (fiere), parco di via Giotto (tanti appuntamenti, tra cui l’ultima edizione della Festa dell’Unità) e terreni in località ex Enaoli (Festambiente).

L’amministrazione decide di distribuire un po’ d’ossigeno anche a Marina e Principina. Qui l’intervento va dal porto turistico al luna park, sino a piazzale Tirreno e tutti gli stabilimenti balneari.

A proposito dei bagnetti: saranno divisi in piccoli gruppi in modo da concedere il giusto numero di serate senza contrastare le leggi o chi è in vacanza per riposare. «Abbiamo fatto uno studio approfondito – assicura Tei – e possiamo determinare a priori i limiti da rispettare e gli orari. Siamo anche nelle condizioni di dare consigli nell’allestimento delle strutture: a volte bastano poche attenzioni per limitare i decibel dispersi e ottenere l’effetto desiderato senza dar fastidio».

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