Sicurezza
Moratoria al palo, ricerca geotermica al via
Parte il progetto Monte Labro, la minoranza attacca. La Regione: «Lo stop è solo una proposta»
CINIGIANO. Come è possibile che sia iniziata la procedura di Valutazione di impatto ambientale (Via) per le perforazioni alla ricerca di fluido geotermico a Monte Labro, quando la Regione Toscana ha annunciato, settimane fa, la moratoria sulla ricerca geotermica?
A rilanciare la questione geotermica amiatina e in particolare una della richieste di perforazione a Monte Labro è la minoranza del comune di Cinigiano, la lista civica A/gente comune. La quale insorge ad apprendere che è iniziata la procedura di Via prevista per la concessione di ricerca geotermica presentata nell’ambito del progetto Monte Labro 1, dove la società Gesto vorrebbe impiantare una centrale a media e bassa entalpia.
«Abbiamo presentato formale opposizione – spiega il capogruppo Giovanni Barbagli – per tutta una lista di ragioni. Primo, perché dalle valutazioni espresse a suo tempo sul progetto Gesto dal nucleo di valutazione dell’Unione dei comuni, il carico ambientale prodotto da questi progetti non è più sopportabile dal territorio e quindi va salvaguardato il già precario rapporto territorio-geotermia. Secondo, la Regione ha deciso una moratoria di sei mesi sulla ricerca geotermica e quindi non ha senso avviare ora atti che sono in contrasto con questa decisione. Terzo, la comunità locale si è espressa contro questo progetto. Inoltre è in corso lo studio epidemiologico e fino a quando non si conosceranno i risultati non possiamo assumere decisioni».
Su questo caso, interpellata dal Tirreno, la Regione chiarisce che la decisione che bloccherà per sei mesi ogni altra ricerca geotermica sull’Amiata è ancora allo stato di proposta di legge e dunque le cose possono andare avanti in modo formalmente corretto. Insomma, la moratoria è stata solo annunciata, ma non è ancora iniziata. Servirà, spiega la Regione, per prendere tempo utile per stabilire il numero dei pozzi sostenibile e la loro localizzazione.
In ogni caso colpisce che, in vista di una legge che stoppa le ricerche per sei mesi, vada comunque avanti il progetto Monte Labro, uno dei luoghi più suggestivi dell’Amiata, di grande pregio paesaggistico e culturale, territorio che è, fra l’altro, classificato come “riserva”. Recentemente la Regione ha spiegato che «la maggior parte dei permessi di ricerca presenti in Toscana – 33 su 35 – sono stati presentati anni prima della firma dell’accordo di programma con Rete geotermica, che come finalità ha quella di costruire una filiera del calore ovvero creare opportunità, e quindi anche occupazione per imprese toscane, a differenza di quanto accaduto con altre fonti rinnovabili».
Proprio alla luce dei tanti permessi di ricerca, dopo la liberalizzazione introdotta nel 2008 dal governo, la Regione sta elaborando, dunque, una mappatura di aree non idonee per la geotermia, distinguendo le zone della Toscana dove sarà possibile presentare progetti, da quelle in cui sarà sconsigliato farlo. Tenendo conto di tutti questi elementi, e visto che nonostante tutto, il progetto Monte Labro va avanti, la lista di opposizione guidata da Barbagli giovedì 5 febbraio ha formalizzato al sindaco e al segretario comunale la propria posizione: «Ora ci aspettiamo le mosse del Comune» chiude Barbagli.
Fiora Bonelli
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