Il Tirreno

Grosseto

IL CONTENZIOSO

Il Comune sfratta la sagra di Arcille

Francesca Ferri
La struttura "contesa" nel centro di Arcille, frazione di Campagnatico (foto Bf)
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La struttura "contesa" nel centro di Arcille, frazione di Campagnatico (foto Bf)

Campagnatico, il sindaco riprova a cacciare il Comitato festeggiamenti dalla lussuosa struttura nel centro della frazione: "Non fanno attività che giustifichino l'uso gratuito di quel bene"

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CAMPAGNATICO. Dopo sedici anni e con in previsione altri ventidue da passare nella “sua” sede, il Comitato festeggiamenti di Arcille deve fare le valige e sloggiare. Il Comune di Campagnatico ci riprova e, dopo il tentativo di due anni fa, tenta di nuovo di riprendersi l’immobile di sua proprietà in piazza della Repubblica – sala polifunzionale di 300 metri quadrati, sala da ballo, cucine, servizi – che la precedente amministrazione di Elismo Pesucci aveva dato in uso gratuito all’associazione di volontariato prima per vent’anni poi per trenta.

Il 23 gennaio il consiglio comunale presieduto dal sindaco Luca Ricciardi – assenti i consiglieri di minoranza Manuel Ciarpi e Catia Galeazzi, che hanno raccolto l’eredità di Pesucci, e Cristian Annoli della maggioranza – ha annullato la delibera del 2007 che dava l’edificio in concessione gratuita per trent’anni al Comitato, che ci fa in diversi periodi dell'anno la sagra (una delle più rinomate e frequentate dell'intera provincia, specie quando si declina sul sapore dei funghi) e altre attività.

Secondo il Comune quella delibera è illegittima. Primo perché il regolamento comunale consente di assegnare gratis gli immobili solo ad associazioni con scopi umanitari e di ricerca scientifica «e sicuramente l’associazione festeggiamenti di Arcille non lo è», dice la delibera. Poi perché la cucina costruita dall’associazione, come era nei patti, per il Comune «costituisce valore assai modico» rispetto al valore del bene e non giustifica «nemmeno lontanamente» la gratuità della concessione. Inoltre il Comune lamenta che il Comitato non ha pagato le bollette.

In sostanza, si legge, «non è possibile ravvisare alcuna ragione per cui all’associazione sia stato consentito l’uso gratuito e trentennale di un bene di così rilevante importanza e valore».

Già nel giugno 2013 il Comune aveva annullato la delibera del 2007. Il Comitato aveva fatto ricorso al Tar e il Comune aveva poi fatto un passo indietro perché, non avendo notificato l’avvio del procedimento all’associazione, avrebbe rischiato di perdere la causa. Stavolta però la notifica è stata mandata e il sindaco Ricciardi va avanti.
«Non ho commenti da fare oltre a quel che riporta la delibera – spiega Ricciardi – Abbiamo fatto un’analisi delle convenzioni e siamo partiti da questa che era la più critica».

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Il Comitato, però, non ha intenzione di stare a guardare. «Non usiamo quella sede per uso personale ma per farci feste per bambini e per giovani, compleanni, rinfreschi, il Babbo Natale e le sagre», spiega il presidente del Comitato, Enrico Comandi. «Gli scopi umanitari? E dove sta scritto? E comunque noi i nostri incassi li usiamo un po’ per autofinanziarci, comprando attrezzature per la sagra come le luci, il forno; un po’ li diamo alla chiesa, all’asilo. Abbiamo ad esempio comprato un televisore da 42 pollici per l’asilo. Per la sala da ballo l’ingresso è gratuito. E abbiamo pagato le bollette».

Comandi parla di «accanimento», di «persecuzione, forse per antipatie politiche o personali», assicura la bontà delle sue attività, chiede che si facciano controlli anche per le altre associazioni e annuncia di esser pronto a ricorrere al Tar.

Dal canto suo Pesucci difende la sua scelta di otto anni fa. «Non ci sono norme che impediscano di dare un bene gratuitamente per trent’anni – spiega l’ex sindaco – È vero, il Comitato festeggiamenti Arcille è vicino alla mia area politica. Ma quando la mia amministrazione ha stipulato la convenzione, lo ha fatto per sviluppare le attività sociali e oggi quel Comitato sopperisce anche ai servizi che il Comune non fa, come il centro estivo per i ragazzi. La stessa convenzione è stata stipulata per almeno altre cinque associazioni: se è illegittima questa, lo sono anche le altre».

Pesucci fa anche nomi e cognomi: «A Campagnatico – dice – sia la Pro loco che la Renzo Trovò hanno degli spazi, a Montorsaio ce li hanno l’associazione Spazio libero e gli Usi civici. E l’associazione folkloristica Marrucheti ha anch’essa un immobile».

Ma il sindaco Luca Ricciardi sgombera il campo da ogni polemica su "pesi e misure": «A margine della delibera _ assicura _  ho preso l’impegno di dare mandato agli uffici di avviare procedimenti per tutte le associazioni. Faremo controlli su tutte».

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