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Grosseto

Volantino incriminato Cerulli va a processo

Volantino incriminato Cerulli va a processo

Un anno fa il sindaco di Monte Argentario parlò di “mafie di terra e di mare” In cinque del gruppo di opposizione l’hanno querelato per diffamazione

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MONTE ARGENTARIO. Quella parola, mafie, gli è costata una denuncia. «Oggi sarò (come si dice) alla sbarra. Inizia infatti il processo apertosi contro di me a seguito della denuncia nei miei confronti di Azelio Bagnoli, Viviana Lauro, Danilo Cerulli, Anna Poggioli e Michele Vaiani in quanto si sono ritenuti offesi e danneggiati da un mio volantino diffuso durante l'ultima campagna elettorale dove “denunciavo” l’esistenza all'Argentario di certe “sorte di mafie di terra e di mare”.... ovviamente la giustizia farà il suo corso ed io non posso che aver fiducia....Nel frattempo (grazie ai risultati delle votazioni) continuo a governare mettendo sempre al primo posto legalità e trasparenza e combattendo sempre contro chi pensa di avere più diritti di altri.... Penso che sia proprio un bel processo...».

Con questo post su Facebook, il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli ha commentato ieri l’avvio del processo nei suoi confronti per diffamazione, intentato dai cinque rappresentanti dell’opposizione. Una storia che si trascina da tempo e su cui il primo cittadino ha sempre tirato dritto, sostenendo che «sono abituato a scrivere quello che penso e questo certe volte mi porta a discutere fortemente con amici e parenti, ma questo è il mio modo di fare che intendo continuare».

La prima udienza in tribunale a Grosseto si è celebrata ieri. Argomento del contendere un volantino incriminato, diffuso dal sindaco stesso nel corso dell’ultima campagna elettorale per le elezioni comunali di Monte Argentario, nella quale lui fu confermato sindaco. Nel foglio che fu diffuso all’Argentario Cerulli si rivolgeva a Matteo Renzi, atteso sul promontorio per sostenere la candidatura dell’avversario di Cerulli.

La domanda provocatoria contenuta nel volantino era se lui, Renzi, sapesse o meno chi ci fossero dietro le persone che veniva ad appoggiare: («è a conoscenza delle sorti di mafie, di terra e di mare che ci sono dietro certi figuri?»). Frase poi subito contestata e che scatenò un’autentica bagarre tra le file dell’opposizione. Subito dopo partì la querela da parte dei cinque rappresentanti di opposizione, quattro dei quali consiglieri, che si sentirono evidentemente il bersaglio delle affermazioni. «La Procura faccia il suo corso - disse a caldo Cerulli - e stabilisca se io sono responsabile o meno. Ma vorrei dire due cose: la prima: quando la politica scende a livello di denuncia, siamo alla fine della politica. La seconda: mi dà l’impressione che chi ha perso non vuole accettare la sconfitta».

Ieri mattina è stata dunque fissata la prima udienza. Assente Cerulli, assistito e rappresentato dal suo avvocato Gianni Giorgi di Siena. «Non sarò presente», commenta telefonicamente il primo cittadino, che va avanti dritto per la sua strada e chiosa. «Penso che sarà proprio un bel processo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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