Il Tirreno

Grosseto

Sciatori beffati: c’è tanta neve ma gli impianti restano chiusi

di Fiora Bonelli
Sciatori beffati: c’è tanta neve ma gli impianti restano chiusi

Giovedì nerissimo sull’Amiata, problemi per la pulizia delle strade iniziata soltanto a tarda ora Un gruppo di trenta persone è dovuto tornare a casa. La replica: «Tutti erano stati avvertiti»

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MONTE AMIATA. Montagna bianca e sciatori neri. Di rabbia. Un metro e 70 di neve in vetta Amiata e un metro abbondante alle Macinaie, Contessa, Cantore e Marsiliana. Nevica da due giorni, ma gli spazzaneve arrivano con comodo, le turbine stentano a comparire e le piste, sebbene battute a tempo di record, non sono fruibili perché non servite dagli impianti. Seggiovie e funivie restano ferme. Giovedì nerissimo, dunque, in Amiata, rivestita da un manto spettacolare, ma senza sci e slittini.

Chi è arrivato da lontano a inforcare gli sci, giovedì mattina, come un gruppo di una trentina di grossetani, è tornato a casa sua con le pive nel sacco. Tutto chiuso. Anche chi aveva affrontato con mille patemi d’animo una strada innevata pur di calzare gli sci, è dovuto tornare indietro. Ma cosa è successo? Perché la stazione è restata chiusa? Secondo gli addetti, l’inghippo principale è stata la pulizia delle strade, che sono state aperte con grande difficoltà e sotto la neve che continuava a cadere e, secondo chi lavora in montagna, con inaccettabile ritardo. «Ma gli sciatori erano stati avvertiti - commenta Francesco Bisconti, responsabile della comunicazione - perché il tutto era stato specificato bene nei comunicati ufficiali di Amiataneve, dove si diceva che la viabilità era bloccata». E se dalla parte di Castel del Piano le prime auto sono arrivate verso le 9,30 in montagna, il tratto Macinaie-Vetta è rimasto chiuso, senza possibilità di ripristino fino a tarda ora. Stessa storia per gli altri accessi dai paesi, da dove gli spazzaneve non riuscivano a sfondare il muro nevoso. Per questa ragione anche gli operai addetti alla manutenzione degli impianti non sono potuti arrivare in montagna in tempo utile. Prima delle 11 non hanno iniziato a lavorare. Una volta arrivati, poi, hanno verificato che durante la tempesta della notte, molte ramaglie erano cadute sulla seggiovia e sulle sciovie, intralciando i percorsi. Anche le piazzole di carico degli sciatori erano da sistemare. Non si poteva certo dare il via agli impianti senza la sicurezza necessaria.

E dunque, sebbene le piste fossero già battute fin dal primo mattino, poiché gli interventi dei gatti erano iniziati alle 6 di ieri, si è deciso di tener chiuso tutto il complesso, per dare tempo agli addetti di verificare quanto possibile e di ripristinare seggiovie, sciovie e aree di carico. Tutti scontenti, dunque. Sciatori per primi e operatori poi: «Siamo l’unica stazione invernale al mondo che con una neve così spettacolare siamo isolati fino alle 9,30 di mattina - si lamenta un operatore - le prime auto da Castel del Piano cominciano ad arrivare ora. Della turbina, poi, non se ne parla proprio. Stessa storia da Abbadia, dove tutto è chiuso e un passaggio assai tardivo da Arcidosso e Santa Fiora. Insomma, è inconcepibile».

In ogni caso, la neve c’è. Nevica da due giorni e durante la notte fra mercoledì e giovedì ne sono caduti fra i 40 e i 50 cm, che sommati allo strato precedente si sono alzati fino al 1,7 metri della Vetta. Temperature non particolarmente basse, fra -3 e -1. Zero termico a circa 1000 metri, per cui tutti i paesi sono liberi dalla neve. Raccomandato l’uso di gomme termiche e di catene a bordo. L’appuntamento è per oggi, quando tutto sarà a posto.

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