Sicurezza
Psi: la Provincia non scordi il Cipressino
CASTEL DEL PIANO. Il Partito socialista di Castel del Piano chiede alla Provincia di Grosseto di tornare sulla questione della strada del Cipressino e invoca le forze di governo di vedere nuovamente...
CASTEL DEL PIANO. Il Partito socialista di Castel del Piano chiede alla Provincia di Grosseto di tornare sulla questione della strada del Cipressino e invoca le forze di governo di vedere nuovamente valorizzato il territorio dell’Amiata attraverso una politica lungimirante, fatta di programmi coerenti con le regole di finanza pubblica.
Il neo segretario del Psi casteldelpianese, Matteo Bognomini, dopo un incontro con gli iscritti, spiega: «Tutto parta dagli sprechi che l’ottimizzazione dovrebbe ridurre, che le infrastrutture sono indispensabili per lo sviluppo e che non c’è ricchezza senza adeguate infrastrutture, sono chiacchiere molto familiari. Ma se ottimizzare significa chiudere gli enti con conseguente azzeramento dei servizi e delle previsioni di investimenti, come è successo con la “chiusura” della Provincia e la cancellazione dell’investimento del Cipressino queste non sono chiacchiere ma fatti circostanziati».
Il Psi dell’Amiata auspica una rivalutazione delle scelte fatte dal nuovo presidente della provincia Emilio Bonifazi e aggiunge: «Il nostro è un partito che tende ad affrontare i problemi in modo realistico, l’attuale bilancio dell’ente non consente l’investimento per l’ammodernamento della strada del Cipressino e noi lo registriamo come un dato di fatto. Ma adesso si ricominci».
Per Bognomini «perché la cancellazione di un appalto o di un’ opera su un programma di lavori pubblici non deve significare che quell’opera non ha più la sua utilità e che debba essere accantonata; l’Amiata ha la sua rete di industrie, ha la sua buona capacità produttiva che, se anche provata da una crisi che si perpetua oramai da un lustro, deve avere le condizioni di ripartire. L’Amiata fornisce energia elettrica a tutta la provincia e non può essere considerata solo come una terra da sfruttare alla stregua di un colonialismo mai decaduto. Dunque la nuova amministrazione provinciale non metta da parte l’Amiata, si distingua invece per una attenta pianificazione degli interventi, per dare un assetto alla propria rete infrastrutturale che la rendano moderna e concorrenziale».
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