Il dolore
Ponte sull’Ombrone verso l’appalto
Costerà un milione e 800.000 euro, entro l’estate verrà bandita la gara. La Chelliana tornerà a palazzo Mensini
GROSSETO. Dal ponte sull’Ombrone alla rinascita di palazzo Mensini. È tutto legato a una politica d’incastri il destino delle due opere messe sul piatto dall'amministrazione in quest'ultima parte di governo cittadino. Lo hanno ben spiegato ieri mattina il vice sindaco, Paolo Borghi e l'assessore ai lavori pubblici, Giuseppe Monaci, intervenuti in un incontro aperto con gli studenti dell'istituto tecnico geometri.
È tra i banchi di quella scuola, infatti, che è nato l'embrione del progetto. Ed è lì che, idealmente, Borghi e Monaci hanno voluto chiudere il cerchio. «Un anno fa – dice l'assessore – eravamo qui a parlare dei quattro disegni da voi realizzati. Oggi uno di quei progetti è divenuto la base dell'opera che andremo a compiere». Un riconoscimento, quello ai ragazzi del geometri, che dimostra come le eccellenze del territorio, se tenute nella giusta considerazione, possono dar vita a idee vincenti. Il ponte, che sarà lungo 72 metri e largo 4, permetterà di attraversare il fiume all'altezza della località La Barca. Lungo quella struttura “snella e di acciaio” come spiega l'ingegnere comunale Luca Vecchieschi (presente anche il collega, Mauro Pollazzi) sarà possibile circolare non solo a piedi e in bicicletta, ma anche a cavallo. Inoltre, la via di collegamento potrà essere utilizzata come preziosa alternativa per il transito di eventuali mezzi di soccorso. Nelle fasi che hanno preceduto il progetto definitivo il Comune si è avvalso di consulenze esterne: un professionista trentino si è occupato di controllare la potenziale solidità della struttura alle oscillazioni grazie a studi condotti con una galleria del vento. Ora, conclusa la conferenza dei servizi con parere favorevole, non resta che predisporre la gara d'appalto. «La faremo subito. Tanto che – assicura Monaci – spero di affidare i lavori entro la fine di quest'estate. L'impresa che la spunterà, oltre a dover costruire l'opera, avrà anche il compito di curarne il progetto esecutivo». Ma il nodo centrale è un altro. Sta tutto attorno alle voci di bilancio: il ponte costerà alle casse pubbliche un milione e 800.000 euro. Risorse già disponibili che la giunta ha deciso di dirottare da un'altra opera (che è dunque saltata), quella della ciclabile che avrebbe dovuto unire Grosseto a Roselle. Ma da piazza del Duomo 1 non usciranno tutti quei soldi. O almeno non usciranno per il ponte. Da qualche mese, infatti, la Regione ha stanziato mezzo milione di euro proprio per l'attraversamento dell'Ombrone, una struttura ritenuta strategica da Firenze e parte integrante del progetto di piste ciclabili lungo la costa tirrenica. Ecco dunque che l'impegno di spesa del Comune cala a un milione e 300.000 euro. «Grazie a quel contributo – spiega Borghi – abbiamo potuto liberare risorse importanti nel nostro bilancio. E vorremmo reinvestire quei soldi risparmiati su palazzo Mensini».
Dopo i lavori al tetto dell'edificio che ha ospitato a lungo la storica Chelliana, ecco dunque che si apre più di uno spiraglio per un rapido ritorno a casa della biblioteca. Un'idea confermata anche dall'assessore ai lavori pubblici: «abbiamo un progetto da 780.000 euro. E quel mezzo milione della Regione che va a finire sul ponte ci permette di coprire buona parte di questa somma. Sistemeremo il piano terra, magari cercando di recuperare al massimo quel che può essere recuperato. Metteremo mano a intonaci, impianti elettrici, di riscaldamento e molto altro». Di questo passo, il ritorno della Chelliana a palazzo Mensini entro il 2016 non è un'utopia. D'altra parte le elezioni si avvicinano. E pure quelle sono un gioco d'incastri.
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