Il Tirreno

Grosseto

«Noi infermieri fuori dalle scelte»

«Noi infermieri fuori dalle scelte»

Nessuna consultazione sull’accorpamento delle Asl, la protesta dell’Ipasvi

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. La riforma del sistema sanitario toscano voluta dal governatore Enrico Rossi fa discutere a ogni livello. Negli ultimi giorni, prendendo spunto anche dai disagi che già si vivono negli ospedali grossetani, è stato uno stillicidio di interventi, sollecitazioni, critiche. Primari, sindacati, politici, cittadini e operatori delle aziende sanitarie temono per il futuro di un settore dove, comunque, la Toscana continua ad eccellere nel panorama nazionale. Tanto più che i contenuti della riforma, per stessa ammissione dell’assessore Marroni, devono ancora essere mesi a punto. L’ultimo intervento, ma solo in ordine di tempo, è quello di Nicola Draoli, presidente del collegio Ipasvi, la sigla di categoria degli infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici d’infanzia. Draoli ha partecipato ieri, a Firenze, a un incontro regionale promosso dalla comunità infermieristica (ordini, dirigenza e sindacati). All’ordine del giorno la delibera di accorpamento delle asl locali. «Siamo preoccupati, inutile negarlo, perché le professioni non mediche vengono ancora una volta sostanzialmente ignorate, a partire dal coinvolgimento nella fase di stesura del testo della riforma». «Eppure – prosegue Draoli – gli infermieri in Toscana sono oltre 27 mila e rappresentano la forza professionale più cospicua e maggiormente presente in tutto il servizio socio-sanitario; una categoria che grazie alla continua specializzazione universitaria (quando riconosciuta e valorizzata) garantisce - e potrebbe farlo ancora di più - la sostenibilità del sistema sanitario». Secondo Draoli – ma così la pensano anche la maggior parte dei medici, anche i primari – «la delibera che riforma il sistema sanitario toscano difetta di chiarezza e progettualità sui servizi territoriali, sulla prevenzione, sull’educazione alla salute e sulla riabilitazione, che dovrebbero essere i punti salienti di un riordino degli ospedali così come paventato». «Sono spariti i poli formativi di area vasta – sono ancora parole del presidente di Ipasvi – che erano previsti da un’altra normativa regionale e in particolare gli infermieri grossetani sono preoccupati che tutto ciò si rifletta in modo ancor più sfavorevole rispetto al passato sui territori particolarmente vasti, disomogenei, marginali». Caratteristiche che identificano la Maremma e il suo entroterra. Gli infermieri hanno chiesto un incontro, a breve, al governatore Rossi, garantendo collaborazione, «ma il dubbio – conclude Draoli – è se la politica è pronta ad ascoltarci. Sarebbe un peccato disperdere in questa fase il bagaglio professionale degli infermieri e la loro quotidiana esperienza al fianco dei cittadini».

Gabriele Baldanzi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web