Italia
«Mi credevano morto ma stavo dormendo»
Giovane ristoratore di Capalbio vittima di uno scherzo macabro. La sorella: «Chi è stato si scusi»
ORBETELLO. Lui è sconcertato, mentre la sorella pretende le scuse di chi l’ha sparata così grossa. Tra scongiuri di ogni tipo Francesco Niscio, 23 anni, attaccante del San Donato e ristoratore - è titolare dell’Angolo di Capalbio - ha affidato a un post su Facebook la bufala circolata in Costa d’Argento. Tutti che lo credevano morto mentre lui, ignaro, era tranquillo nel suo letto a dormire. «Non ho ancora capito com’è andata..», dice.
«A quanto pare - fa sapere sul social - si è diffusa voce che in nottata il sottoscritto, che invece è vivo e vegeto, sarebbe morto per infarto. A parte le chiamate di qualche amico pensavo fosse uno scherzo. Poi invece ho capito che la notizia si era sparsa sul serio quando in mattinata, uscendo di casa, la gente mi guardava come se fossi una visione, accarezzandomi in viso con gli occhi lucidi. Ribadisco il concetto: sono vivo e vegeto e non ho avuto alcun infarto in nottata». La notizia si è sparsa la notte tra martedì 3 e mercoledì 4 febbraio e ha preso a circolare rapida negli ambienti lagunari e della piccola Atene. Moltissimi - racconta lo stesso Niscio su Fb - coloro che appresa la tragedia e increduli fino alla fine hanno tempestato il suo cellulare di chiamate , la mattina dopo quando l’hanno incontrato, gli sono corsi incontro in lacrime. «Cosa sia successo non lo so - ci dice lui - Sinceramente spero e voglio pensare che si sia trattato di un errore o di un’incomprensione e non che qualcuno abbia voluto farmi passare davvero per morto. Una ragazza mi ha riferito che alle 6,30 di mercoledì c’erano due ragazze a un bar di Orbetello, che piangevano mentre facevano colazione, e dicevano, con tanto di nome e cognome miei, che ero defunto per infarto. Non so di quale bar si tratti né chi siano quelle ragazze, che mi piacerebbe rintracciare per ricostruire la storia. Non sono ancora riuscito a sapere nulla». Come l’ha saputo? «La prima persona che mi ha chiamato e da cui ho saputo questa storia - continua Niscio - è il mio amico Matteo che mi ha detto a bruciapelo: Francesco, ma sei vivo? Erano le 9 di mattina. Io stavo dormendo, ho chiesto a cosa alludesse e lui: non ti preoccupare, dormi pure, poi ti spiego con calma. Nel frattempo si è scatenato un caos. Mio padre è stato fermato da 3-4 anziani che gli hanno fatto pure le condoglianze, ma lui per fortuna sapeva che ero a letto. A quel punto la prima cosa che mi è venuta in mente è stata quella di scrivere un post su Facebook per tranquillizzare tutti, la cosa stava prendendo una piega che non volevo. Ero bombardato di telefonate». La sorella, Carmela Niscio, commenta amareggiata la notizia rivolgendosi direttamente a colui che per primo avrebbe sparso la voce e al momento resta ancora anonimo. «Volevi 5 minuti di attenzione? Ti sei reso conto del panico che hai recato tra amici e familiari? Adesso una sola cosa ti rimarrebbe da fare: alzare il telefono e scusarti con mio fratello e la sua famiglia». (el. gi)
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