Finanza
A Istia pecore sbranate a due passi da casa
Doppio attacco a pochi giorni dall’ultima strage. Lo sfogo dell’allevatore: «Ci vogliono far chiudere»
GROSSETO. Predazioni à go go a Istia d’Ombrone (Grosseto) in località Piagge del Maiano. Dopo nemmeno una settimana dall’ultima scorribanda, i “lupi” si sono rifatti vivi e dopo aver fatto strage, l’ultima volta, in quattro allevamenti, eccoli di nuovo ieri mattina nello stesso posto.
Due gli allevamenti colpiti: quello di Luca Petrucci, già alleggerito di diversi capi in due raid consecutivi, e quello di Patrizia Franci, che ha il podere vicinissimo. E devono essere predatori ormai accasati, perché a Petrucci, stavolta, gli sono arrivati a dieci metri da casa e gli hanno lasciato sotto la finestra una pecora sgozzata.
«Ancora non so se ve ne siano di disperse – dice – E adesso la solita trafila, lo smaltimento, i rimborsi che arriveranno chissà quando, se arrivano».
Ma Petrucci non ha il tono di chi è affranto; ha il tono di chi ha una rabbia in corpo smisurata perché è davvero improponibile che tutti assistano in silenzio a questo scempio senza far nulla. E ce ne ha per tutti. «Una situazione creata dai politici nostrani e non – dice – che per inseguire le idee degli pseudoambientalisti stanno sostenendo una cosa innaturale, la convivenza lupo - pecore. Ma quando mai si è vista una cosa così grave? E gli danno pure soldi per progetti senza risultato. L’ultima pensata sono 80.000 euro per la conta dei lupi, dopo i progetti milionari Ibriwolf e affini. E la situazione è peggiorata. Roba da non credere. La gente che lavora onestamente viene zittita. Dobbiamo sorbirci i lupi di ambientalisti che non sanno di cosa si parla, che stanno dietro scrivanie di città e a cui non interessa nulla di allevamenti, di economia maremmana. Signori, qui si chiude». Petrucci fa nomi e cognomi e si rivolge al ministro, alla Provincia e alle associazioni. «Che si diano una svegliata – dice – l’ambiente è bello se è curato ma qui si rischia l’abbandono. Vergogna. Si devono solo vergognare». L’allevatore racconta che due giorni fa ad Avezzano un ciclista è stato morso al polpaccio da un lupo: «Anche qui capiterà – dice – ne sono certo. Ormai le persone hanno paura anche a entrare nelle macchie. In montagna ho amici che non vanno più a funghi perché questi animali girano liberamente».
Dal canto suo la figlia di Patrizia Franci spiega: «Noi abbiamo cinque cani, da nutrire e difficili da gestire. Ma li abbiamo e non ci salviamo nemmeno così. Ho fari accesi, rumori disturbanti. Niente. Stamani a 20 metri da casa una pecora sgozzata e tre disperse. Un assurdo che a raccontarlo non ci si crede. Siamo terrorizzati anche a uscire di casa». (f.b.)
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