Trasporti
Un percorso a ostacoli
Dalla chiatta al progetto di oggi, dieci anni di idee e critiche
GROSSETO. Togli di qua, metti di là. E il gioco è fatto. Così è nato il progetto del ponte sull’Ombrone.
Un’idea divenuta concreta con la volontà di completare il corridoio ciclabile sulla costa tirrenica. Ed è proprio grazie a un’altra ciclabile che tutto è divenuto possibile. Il Comune ha deciso di cambiare la destinazione di due milioni di euro e puntare gran parte di quei soldi sulla nascita dell’infrastruttura sul fiume. È l’ottobre 2013 quando il sindaco Emilio Bonifazi e l’assessore Giuseppe Monaci danno l’annuncio: niente ciclabile tra Grosseto e Roselle. Quasi tutti quei denari saranno investiti per il ponte. Sono un milione e 800.000 euro, spicciolo più, spicciolo meno. Strada facendo, la sfida lanciata dalla giunta s’impreziosisce di un sostanzioso contributo strappato alla Regione: 500.000 euro di cofinanziamento. Una boccata d’ossigeno per le casse comunali. «Il contributo di Firenze – gongola l’assessore al bilancio, Paolo Borghi, nel dicembre 2014 – ci consentirà di liberare importanti risorse finanziarie dal bilancio». Tutti contenti? No. Perché già nel 2013 sono pesanti le perplessità di molti. Tra i più critici, gli esponenti del Movimento 5 Stelle. Il portavoce grillino Giacomo Gori definisce il ponte come «l’ennesima opera da taglio del nastro».
I 5 Stelle non sono di per sé contrari alla realizzazione della struttura, ma ritengono non sia tra le priorità da affrontare. Ecco perché - è la primavera 2014 - presentano un emendamento (che viene però bocciato dall’assemblea comunale) per dirottare le risorse stanziate per il ponte verso «una più razionale pianificazione della ciclabilità urbana». Ma il progetto va avanti spedito. Alla fine, se l’opera sarà davvero completata, passeggiare da una sponda all’altra del fiume sarà costato circa due milioni di euro. Oltre al milione e ottocentomila euro previsti, infatti, vanno aggiunti i denari buttati per la chiatta inutilizzabile predisposta dalla giunta di centrodestra (secondo mandato di Alessandro Antichi) e quelli per gli attracchi, portati via da una marea, realizzati dalla giunta di centrosinistra (primo mandato di Emilio Bonifazi). (m.b.)
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