Sicurezza
Morto a 81 anni Franco Santini
Aveva fondato il grande mobilificio follonichese attivo fin dagli anni Cinquanta
FOLLONICA. Gli alberghi e ristoranti storici della Maremma se lo ricordano bene: per allestire i locali, i proprietari sono andati necessariamente da lui. Del resto, è stato il primo e per diversi anni l’unico. Il grande mobilificio Santini, nel cuore della zona industriale di Follonica. Il fondatore, Franco, è scomparso lunedì all’età di 81 anni.
Uno dei grandi personaggi del golfo quando ancora lungo le sue rive non era nata la città: erano gli anni Cinquanta infatti quando il pioniere creò dal nulla la sua attività, diventata in pochissimo tempo il punto di riferimento per tutta la Maremma e per l’isola d’Elba.
Franco Santini lascia cinque figli e sette nipoti. Una dinastia ben radicata a Follonica, una delle prime. Quando decisero di mettere radici, non era ancora quella città piena di gente e di palazzi: era solo un crocevia attorno alla chiesa di San Leopoldo e a una vecchia fabbrica di ghisa. Poi, con il tempo, l’ampliamento urbanistico. E quando arrivò il boom, negli anni Cinquanta, Santini aveva già messo in piedi il suo mobilificio. Un salone per arredamenti di primissimo livello, che al tempo non aveva concorrenti nel territorio.
Si rivelò un colpo di genio, dato che intanto, poco a poco, prendeva campo la visione turistica della Maremma e con lei iniziavano a far capolino nuovi alberghi, ristoranti, locali. Attività che avevano bisogno di interni (mobili e arredi) e fu così che si spianarono le porte del successo. Gli imprenditori venivano persino dall’isola d’Elba per fare affari con lui. Il nome di Santini divenne allora ben conosciuto in tutta la Maremma e nel basso Livornese, uno di quelli capaci di dare i primi input di centralità a Follonica sul golfo.
Una lunga storia terminata lunedì all’ospedale Misericordia di Grosseto, dove Franco si è spento. I funerali sono stati celebrati ieri, sempre nella sua adorata città, che anche lui ha contribuito a fare crescere a diventare quella che tutti conoscono.
Alfredo Faetti
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