«Cercare le responsabilità per il caso dell’inceneritore»
SCARLINO. Più che a livello locale, la chiusura dell’inceneritore di Scarlino va avanti in Regione. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato le autorizzazioni rilasciate all’impianto...
SCARLINO. Più che a livello locale, la chiusura dell’inceneritore di Scarlino va avanti in Regione. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato le autorizzazioni rilasciate all’impianto dalla Provincia di Grosseto (in quanto, secondo il tribunale, non tenevano conto dell’impatto ambientale) molte forze si sono rivolte al governatore Enrico Rossi, chiedendogli d’intervenire.
Ora al dibattito si unisce anche il gruppo regionale di Rifondazione comunista, che attraverso il capogruppo Monica Sgherri ha presentato un’interrogazione. «È necessario verificare se vi siano responsabilità sul come sia stato possibile reiterare le autorizzazioni all’attività dell’impianto, prima dell’ultimo pronunciamento del Consiglio di Stato – spiega lei stessa – È legittimo infatti chiedersi su quali presupposti la Provincia di Grosseto abbia continuato caparbiamente ad opporsi nel tempo a reiterati pronunciamenti delle autorità della giustizia amministrativa competente». Nel documento, si chiede alla Regione di far luce sulla vicenda. Di chiarire le posizioni di Provincia e degli enti di controllo circa questa sentenza che mette in serio dubbio il loro operato.
Sono parole durissime quelle che scrive il Consiglio di Stato – dice appunto Sgherri – La sentenza in questione dà ragione a una decennale battaglia di cittadini, associazioni ambientaliste, forze politiche come il Prc, per affermare il diritto alla salute della piana di Follonica e Scarlino.
Ma non basta, rimane da capire se vi siano responsabilità e inefficienze: della Provincia, ma anche di Asl e Arpat, rispetto dalle quali solo ora, dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato, viene annunciato un nuovo studio epidemiologico sull’area».
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