Sicurezza
Addio a Gian Luigi Corsoni, sub ed ex presidente Pro loco
Aveva 79 anni, i funerali sono in programma venerdì 6 alle ore 15
PORTO ERCOLE. Grande appassionato di subacquea, broker, amante del suo territorio, delle bellezze del promontorio e profondamente attaccato alle sue radici. Se n’è andato a 79 anni Gian Luigi Corsoni, già presidente della Pro Loco di Porto Ercole e personaggio notissimo in tutto il promontorio, dove ha sempre vissuto fino alla morte. I funerali si celebrano oggi alle 15 nella chiesa di Porto Ercole. Ne dà notizia l’attuale presidente della Pro loco portercolese, Erasmo Quondam Vincenzo. «Nella giornata di oggi (ieri, ndr) è venuto a mancare Gian Luigi Corsoni. Porto Ercole perde così un pezzo importante della sua storia. Corsoni tra le altre cose è stato anche presidente della Pro Loco e per molti anni si è impegnato in prima persona promuovendo iniziative e partecipando attivamente alla vita sociale, culturale ed economica in particolare in settori importanti come il turismo e la nautica. L’associazione Pro Loco di Porto Ercole esprime tutta la sua vicinanza alla famiglia e un ringraziamento sincero a Gian Luigi Corsoni per l’impegno profuso nel tempo per il suo, ed il nostro, paese. Siamo certi che tutta la comunità porterà con sé il ricordo di una persona che tanto si è adoperata per far crescere un luogo meraviglioso come Porto Ercole». Un luogo - Porto Ercole - del quale Corsoni ha assistito alla nascita e allo sviluppo negli anni d’oro, gli anni ’50-’60. Corsoni, broker tra i più attivi del promontorio, è stato anche uno dei primi subacquei che esplorarono negli anni ’50-’60 i fondali dell’Argentario. Fu lui a segnalare al Comune il ritrovamento di un antico sarcofago in fondo al mare di punta Ciana, poi da tutti chiamato il “sarcofago della Ciana”. Ha sempre vissuto facendo la spola tra il lungomare di Porto Ercole dove abitava e possiedeva un ufficio, e Cala Galera dove al box 28 c’era la base della sua agenzia di brokeraggio. Un sogno? “Gigi” Corsoni (come l’hanno sempre affettuosamente chiamato i tantissimi amici) ne aveva uno grande e per tanti anni ha provato a realizzarlo: un museo di reperti sottomarini che esponesse anche il materiale da lui stesso ritrovato.
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