Il dolore
«Non voglio ricatti, restituisco le chiavi»
Il collezionista infuriato. «Mi dettano pure le scadenze? Io a questa pressione non cedo davvero»
FIRENZE. «Io i ricatti non li voglio. E sono pronto a restituire le chiavi della Pinacoteca al sindaco».
Da Firenze Gianfranco Luzzetti è infuriato dopo aver ricevuto proprio ieri intorno alle 13,30 - contestualmente alla conferenza stampa - la lettera aperta che il sindaco ha scritto a lui e ai grossetani (ne pubblichiamo uno stralcio). Nella missiva il sindaco chiede al collezionista di formalizzare la donazione e pone una scadenza, il 31 marzo, che però Luzzetti non digerisce, né nella forma né nella sostanza.
«Io i ricatti non li voglio», risponde subito. «Ma sono impazziti? Loro (il Comune, ndr) lo sapevano fin dall’inizio che io volevo fare il legato testamentario e che le mie opere le voglio tenere sempre con me fino alla fine. Sono la mia vita, sono tutto per me. Lo capiscono? Dopo che sarà morto andranno sì a Grosseto con il legato... Questo loro lo sapevano fin da subito, poi ora vogliono cambiare le carte in tavola», sbotta. «Ma io non cambio le carte in tavola come fanno loro... Non va più bene il lascito? E addirittura mi danno una scadenza? Venga pure marzo: io non gli rispondo. I ricatti non li voglio. Facciano quello che vogliono ma io non voglio essere ricattato, sono stanco».
Sui paletti reciproci si scatena il braccio di ferro. Se il Comune pretende garanzie precise sulla donazione, anche lui ne vuole (e precise) sulla futura gestione museale. Come il Comune saprà organizzare e portare avanti le attività e le mostre? Su questo aspetto - sostiene l’antiquario - non sarebbero mai state date risposte certe. Nessun impegno e certezza. «Io vorrei un museo dove fossero organizzate mostre, conferenze, attività, gemellaggi. Che sia vitale e non morto, non ingessato. Altrimenti, se il museo dovesse funzionare male - continua - se dovesse essere tenuto chiuso e non fatto vivere, ho già detto con una provocazione che vorrei disporre di vendere tutto all’asta» e destinare il ricavato a scuole e ospedali dell’Africa. A questo punto «loro devono rispettare tutte le garanzie che ho chiesto, perché voglio che i miei concittadini di Grosseto possano fruire del museo nella maniera migliore e più vitale possibile».
Luzzetti è anche infastidito per la formula scelta dal Comune. Una conferenza stampa «in cui si è parlato di me e io non sono stato invitato. Non ne sapevo nulla, avrei dovuto e voluto essere coinvolto. Mi è stata data la scadenza al 31 marzo? Gliela rimando giù dritta: se loro vogliono chiudere chiudano, ma non sarà colpa mia e i grossetani dovranno saperlo. Anzi, faccio una cosa. Rispedisco anche subito le chiavi delle Clarisse».
Il clima è diventato caldo. Tutti da vedere, al momento, gli sviluppi futuri.
Elisabetta Giorgi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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