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la tragedia delle formiche

Montrone torna dal pm «La mia compagna non c’entra»

Montrone torna dal pm «La mia compagna non c’entra»

GROSSETO. «La mia compagna non c’entra nulla». Andrea Montrone e Maurizio Agnaletti, i due responsabili del diving di Talamone sono voluti tornare a parlare con il sostituto procuratore Stefano Pizza...

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GROSSETO. «La mia compagna non c’entra nulla». Andrea Montrone e Maurizio Agnaletti, i due responsabili del diving di Talamone sono voluti tornare a parlare con il sostituto procuratore Stefano Pizza dopo l’interrogatorio fiume del novembre scorso. Con loro c’era anche Daniela Lucciola, amministratore unico della società Underwater Activity che ha ricevuto un avviso di garanzia alla fine di dicembre per omicidio colposo.

L’incontro è stato chiesto al pm proprio da Andrea Montrone (difeso dall’avvocato Riccardo Lottini) per chiarire la posizione della donna in questa vicenda. Il 10 agosto il gommone del diving portò un gruppo di sub alle Formiche e lì morirono tre appassionati di fondali: Fabio Giaimo, Luca Trevani ed Enrico Cioli. Nelle bombole che avevano utilizzato durante l’immersione è stato trovato monossido di carbonio in grande quantità.

«Montrone ha spiegato al pm il ruolo della sua compagna - dice l’avvocato Lottini - La donna, pur essendo amministratore unico della società, quel giorno non era a Talamone. Anzi, sia Montrone che Agnalucci hanno dimostrato che durante tutto l’anno non era mai stata là». Un tentativo, quello del responsabile del diving, di non coinvolgere nell’indagine la propria compagna. La donna infatti, non ha mai avuto un ruolo in questa vicenda. (f.g.)

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