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Maltrattamenti a scuola, parlano i bambini

Francesca Gori
Il tribunale di Grosseto
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Il tribunale di Grosseto

Presi per le orecchie e strattonati in classe, una maestra è indagata

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GROSSETO. Tirate d’orecchie, strattonamenti, tapparelle abbassate per fare buio dentro l’aula. E la minaccia che a riprendere tutto quello che facevano i ventisei piccoli alunni di una seconda elementare ci fosse una telecamera.

È questo quello che hanno raccontato altri quattro bambini di una scuola durante l’incidente probatorio che si è svolto nella mattina di lunedì 3 febbraio di fronte al pm Marco Nassi e al neuropsichiatra infantile Romano Fabbrizzi che consegnerà la relazione sull’attendibilità dei piccoli il 12 maggio. I bambini hanno raccontato anche altri episodi riferiti ad altri compagni di classe ma il giudice per le indagini preliminari Valeria Montesarchio ha stabilito che non era necessario estendere ulteriormente l’incidente probatorio che si è quindi concluso ieri.

Indagata per maltrattamenti è una maestra di 57 anni, segnalata alla Procura di Grosseto dal Garante dell’infanzia che aveva ricevuto la segnalazione dai genitori esasperati. Genitori che si erano già rivolti alla scuola ma che non avevano ottenuto il trasferimento della donna.

Niente ricreazione, niente uscita per andare al bagno. Fischietto per richiamare i bambini e forbici sbattute sui banchi. Ragazzi costretti a stare con le braccia alzate e destinatari di strattoni. Ma c'è anche altro nel capo di imputazione provvisorio formulato dalla Procura nei confronti dell’insegnante di scuola elementare della nostra città.

La maestra è indagata per maltrattamenti. La Procura che ha aperto un'indagine, ascoltando tutti i genitori dei bambini della classe in cui la maestra ha insegnato, una seconda, ma anche le colleghe e il personale della scuola. I genitori avevano confermato ai carabinieri della sezione in Procura i racconti dei loro bimbi, aggiungendo vari particolari: ad esempio anche che talvolta impediva loro di andare al bagno. Dichiarazioni comunque convergenti, come erano convergenti quelle delle colleghe della maestra, che talvolta si erano lamentate per quei fischi che finivano per disturbare le lezioni nelle altre classi, e quelle dei collaboratori scolastici. Agli atti del procedimento anche quelle note disciplinari scritte nei confronti degli alunni e poi cancellate. Un comportamento che sarebbe avvenuto già dai primissimi giorni dell'anno scolastico. La maestra, difesa dall’avvocato Michele Mensi, ieri non era presente all’incidente probatorio.

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