Proteste
«Il sindaco non rispetta le regole»
Cinigiano, la minoranza si appella al prefetto: «Ritardi sul consiglio comunale»
CINIGIANO. La minoranza di Cinigiano scalpita e dopo essere stata recentemente ricevuta dal prefetto di Grosseto dove era andata a rivendicare il proprio ruolo di minoranza consiliare, continua a sostenere che il sindaco Romina Sani snobba la minoranza e si propone di più come «sindaco della sezione del Ps di Cinigiano» che non sindaco di tutti.
«Non è la prima volta che chiediamo l’intervento del potere sostitutivo del prefetto – spiega Giovanni Barbagli, capogruppo della minoranza di A/gente comune in consiglio comunale – e stavolta chiediamo di valutarne con fermezza la messa in mora delle sue funzioni di presidente del consiglio comunale peraltro descritte sia dalla statuto che dal regolamento comunale. Invocando infatti il non rispetto dell’articolo 25 del regolamento comunale che prevede su richiesta di tre consiglieri, ovvero noi della civica A/gentecomune, fatta in data 13 gennaio, avrebbe dovuto convocare il consiglio entro e non oltre venti giorni. Siamo al 2 di febbraio e non ci sono indizi che ciò possa avvenire prima del dieci febbraio».
Ma perché questa insistenza da parte della minoranza? «All'ordine del giorno ci sono mozioni e interrogazioni delicate che potrebbero perdere di significato se discusse in ritardo, cosa che in effetti sta avvenendo. Imu terreni agricoli, diminuzione della pressione fiscale, immigrati, gestione Ato6, rinegoziazione dell’affidamento del servizio di gpl ad Estragpl, contributi per manutenzione strade e altro ancora. Si assiste nel frattempo a un silenzio assordante del sindaco su processi come la discussione in corso al consiglio regionale sulla proposte di legge che riguardano le norme sul sistema delle autonomie locali e sulla riforma del servizio sanitario regionale toscano».(f.b.)
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