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Ecco il comitato derubati E Cia scrive al prefetto

Ecco il comitato derubati E Cia scrive al prefetto

GROSSETO. Il Comitato dei derubati è stato formalizzato. Alcuni suoi componenti si sono incontrati lunedì sera nella sede di Acquasport e hanno ufficializzato la onlus “Uniti per una Maremma migliore”...

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GROSSETO. Il Comitato dei derubati è stato formalizzato. Alcuni suoi componenti si sono incontrati lunedì sera nella sede di Acquasport e hanno ufficializzato la onlus “Uniti per una Maremma migliore”. Presidente è Fausto Turbanti, Stefano Mazzi è vicepresidente, Roberto Baccheschi segretario, Massimo Bismuto consigliere tesoriere. Riccardo Luongo, Massimiliano Pepi, Luca Pantani, Dario Trotta e Fabio Trotta consiglieri. Da qui in avanti saranno portate avanti iniziative sulla sicurezza. «Priorità assoluta - dice Turbanti - organizzare punti di raccolta dei moduli per l’adesione».

Cia: sicurezza anche in campagna. Sulla sicurezza si inserisce anche il presidente della Cia di Grosseto e vicepresidente della Cia Toscana Enrico Rabazzi. «A Grosseto è nato il primo Comitato cittadino per l’ordine e la sicurezza, in Comune si pensa ad un assessorato specifico. Insomma un’esigenza sempre più sentita dalla gente; nessuno però sottolinea il fatto che è sentita anche nelle nostre campagne dove purtroppo il ripetersi di episodi di criminalità, ai quali non eravamo abituati, costringe gli agricoltori a cambiare radicalmente l’organizzazione del lavoro. Fino a pochi anni fa era possibile lasciare le attrezzature nei campi senza che nessuno rischiasse di perdere qualcosa, si lasciavano le chiavi nelle porte. Ora è tutto cambiato perché la criminalità ha messo gli occhi anche sulle nostre campagne, furti di rame, gasolio, attrezzature sono all’ordine del giorno e se in città il grado di esasperazione è ai massimi livelli in campagna non si sta meglio. Chiediamo che le forze dell’ordine facciano chiarezza sugli episodi e speriamo si tratti di episodi legati a rivalità tra agricoltori e non di gesti riconducibili ad organizzazioni ben più strutturate e pericolose che i nostri amici al Sud conoscono bene, perché in questo caso è bene che le autorità competenti, con l’aiuto di tutti, intervengano subito per arginare un fenomeno che nella malaugurata ipotesi si dovesse radicare nella nostra zona ci darebbe il colpo definitivo. Noi faremo la nostra parte: stiamo organizzando una giornata della legalità e scrivendo un documento da inviare al Prefetto proprio sulla sicurezza». (el. gi.)

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