Sicurezza
«Chieste tasse in più, ora vanno restituite»
CAMPAGNATICO. La definiscono una «politica di lacrime e sangue» che ha avrebbe portato gli abitanti di Campagnatico a pagare per la Tares oltre 45.000 euro in più rispetto al dovuto. È una denuncia...
CAMPAGNATICO. La definiscono una «politica di lacrime e sangue» che ha avrebbe portato gli abitanti di Campagnatico a pagare per la Tares oltre 45.000 euro in più rispetto al dovuto.
È una denuncia che annuncia bufera quella presentata dal gruppo di minoranza in consiglio comunale, formato da Manuel Ciarpi e Catia Galeazzi.
«Una volta Campagnatico era il comune che pagava meno tasse rispetto a tutti gli altri della provincia di Grosseto – spiegano i due consiglieri, fedelissimi dell’ex sindaco Elismo Pesucci – non si faceva pagare l’addizionale Irpef, ogni anno veniva abbassata l’Ici, la Tarsu (tassa sulla nettezza urbana) era ai minimi storici, veniva chiesto appena la metà del dovuto».
Altra epoca, altro mondo? Non secondo Ciarpi e Galeazzi. Secondo loro l’attuale governo cittadino ha precise responsabilità.
«La politica amministrativa del sindaco Ricciardi – spiegano i due consiglieri – è completamente all’opposto: l’addizionale Irpef (quella tassa che i lavoratori e i pensionati non si rendono nemmeno conto perché viene tolta direttamente dalla busta paga o dalla pensione) non solo viene applicata ma fatta pagare con le massime aliquote; a forza di salassare i cittadini si è verificato un eccesso di entrate con la Tares (tassa sulla nettezza urbana) per 45.728,77 euro; soldi che il Comune non doveva pretendere e che dovrà rendere velocemente ai cittadini. Sono poi aumentati i costi relativi al servizio di scuolabus, alla mensa scolastica, e quant’altro era possibile aumentare. Lo sgomento viene quando osserviamo la diminuzione dei servizi sia in quantità che in qualità».
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