La manifestazione
Addio Ice, cane eroe di montagna
Faceva parte dell’unità cinofila del soccorso alpino: ha partecipato a un centinaio di interventi
GROSSETO. Per tutti coloro che, anche solo per una volta, li hanno incontrati, l’unità cinofila di ricerca in superficie (Ucrs) della stazione Monte Amiata del corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico aveva un nome solo: Andrea&Ice o, per chi voleva, Ice&Andrea. Un elemento unico, inscindibile. Dove si incontrava l’uno c’era sempre anche l’altro. L’uomo e il suo cane, o come hanno sempre preferito dire i volontari della stazione: l’amico peloso e il suo conduttore. Una coppia che si è sempre capita al volo e ha fatto tanta strada insieme.
Una coppia la cui strada insieme adesso si è interrotta. Ice, border collie di 9 anni del soccorso alpino, non c’è più. Una brutta e veloce malattia lo ha portato via ai volontari della stazione Monte Amiata e, soprattutto, ad Andrea Lenzi. E ha spezzato quel legame dolce e speciale che c’era tra loro.
«Dal momento che si sono incontrati, annusati, riconosciuti, come solo i grandi amici fanno, hanno iniziato anche a lavorare insieme lungo quel percorso bello, quanto faticoso, che li ha portati a diventare, appunto, una Ucrs – spiegano i volontari della stazione – Un addestramento, quello del soccorso alpino, che prevede una lunga formazione per l’uomo e il suo cane per la ricerca dispersi in ambiente impervio, fiore all’occhiello del corpo nazionale. E loro, Ice&Andrea, preziosi per la delegazione Toscana, in otto anni ne hanno battuti di ettari, giorno e notte, con oltre cento interventi, rispondendo alle chiamate di chi aveva bisogno di loro. E nello stare così sempre insieme il legame non può che crescere e fortificarsi, tanto da essere l'uno il sostegno dell’altro, vicendevolmente».
Ice non è mai stato un semplice cane. La sua strada, e di conseguenza quella di Andrea, li hanno portati ben più lontani fino a diventare, anche, un'unità cinofila di ricerca in Valanga, tra quella neve che tanto ci piace ma che, a volte, risulta insidiosa. Di nuovo un successo, di nuovo insieme. E ancora quel grande affetto che faceva essere gli interventi fatica per l’uomo e gioco per «l’amico peloso». «Perché i meravigliosi cani, e Ice in particolare, che fanno questo “mestiere” – spiegano dalla stazione Amiata – lo fanno per giocare alla fine del lavoro con il loro amico a due zampe. E terminato ogni intervento, oppure ogni esercitazione, proprio Ice veniva a chiedere di giocare con lui depositando, ai piedi di ognuno di noi, il primo bastoncino che trovava per farselo lanciare, andare a prenderlo e riportarcelo per continuare all’infinito, o meglio fino allo sfinimento del lanciatore. Ricorderemo sempre il nostro amico peloso e lo ricorderemo proprio per ogni carezza che gli abbiamo fatto e per ogni volta che siamo stati insieme come solo i veri amici sanno fare: accanto, passo dopo passo lungo il cammino».
Qualcuno, alla stazione amiatina, ha detto che «Ice è andato in esplorazione. Avanti a noi come sempre. E come sempre sarà il migliore. A noi rimane il magone perché questi giorni non torneranno, ma orgogliosi di aver avuto la possibilità di lavorare e giocare con un cane speciale. Uno di noi. Ciao Ice, ci mancherai».
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