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Soldi spesi e niente casa, rabbia alla Saracina

Gabriele Baldanzi
Il cantiere per le case di edilizia economica alla Saracina
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Il cantiere per le case di edilizia economica alla Saracina

Le sentenze sul crac di Consorzio Etruria riaccendono le proteste per il cantiere Peep mai finito

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GROSSETO. Alla Saracina tutti ce l'hanno con «quel mostro, lì davanti». E in effetti la vista è desolante e l'idea di doverci convivere ancora per molto, forse per sempre, non piace agli abitanti del quartiere.

Il mostro è un mega-cantiere abbandonato dopo il fallimento del Consorzio Etruria. Urbanizzazioni nascenti riconquistate da rovi, canneti, ficaie ed erbacce. Dall'argine del fiume Ombrone il verde lambisce ormai i blocchi inanimati, un’appendice di Grosseto mai nata, abortita, tra via dei Barberi e il quartiere delle ex Fattorie. Ma il problema non è solo estetico. Dietro a questa colata di ferro e cemento, che avrebbe dovuto trasformarsi in condomini, appartamenti, ci sono storie di vita, conti in sospeso, drammi. Qui, per acquistare una casa, ogni famiglia ha già versato decine di migliaia di euro come acconto (o persino a saldo, in alcuni casi). Edilizia economica popolare, alloggi che avrebbe dovuto costruire il Consorzio Etruria, e altre due cooperative locali. Poi il tracollo finanziario. Dal marzo 2012 le case avrebbero dovuto essere abitate. Era il termine ultimo per urbanizzare e consegnare. Un dramma, per chi ha investito tutto in quegli alloggi. Tanto che da oltre un anno a Grosseto è nato il “Comitato promissari acquirenti Peep via de’ Barberi - Consorzio Etruria”. La missione è quella di provare a riscuotere i crediti in sospeso.

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Sono persone che non cercano pubblicità, che si sentono bastonate, truffate. E che in questi giorni, dopo aver letto di proscioglimenti e novità per quanto riguarda il processo agli ex amministratori del Consorzio Etruria, hanno chiesto di poter parlare. Tra loro c’è chi è esposto per 100mila euro, chi per 20mila. Quando il Consorzio Etruria, in concordato, dichiarò che avrebbe terminato gli immobili, i compratori stipularono una polizza fidejussoria a garanzia, che però, per un vuoto normativo, è risultata inefficace. La legge non è chiara. Nei primi due anni di battaglia i malcapitati si sono mossi in ordine sparso: c’è chi ha ottenuto sentenze favorevoli, chi ha visto respinta ogni istanza, chi ha aderito al concordato e chi ha portato in tribunale Unipol, emittente della polizza fideiussoria.

«Ancora una volta, in questi giorni – spiega Franco – si è parlato dei risvolti giudiziari, di chi è stato prosciolto, di chi verrà processato. Alla fine è molto probabile che non ci saranno colpevoli. Noi dopo aver consultato i nostri legali, vorremmo far sentire la nostra voce. E’ profondamente ingiusto far finta che il problema non esista». Per la cronaca anche il Comune di Grosseto è vittima di questa situazione. Consorzio Etruria doveva realizzare “housing sociale” e l’amministrazione aveva messo a bilancio quasi 3 milioni di euro. Adesso si sono trasformati in mancati introiti, senza contare le opere di urbanizzazione da completare o peggio da iniziare. Il Comune non ha mai dato voto favorevole al concordato e si ritrova tra i creditori non privilegiati rischiando, come molti altri, di non vedere un euro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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