Il Tirreno

Grosseto

Scuola alluvionata, sì alla demolizione

di Ivana Agostini
Scuola alluvionata, sì alla demolizione

Abbandonate e assalite dai vandali, le Elementari di Albinia rinasceranno. La giunta approva il progetto, presto il bando

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ALBINIA. Presa d’assalto dai vandali e saccheggiata, presto rinascerà. È stato approvato in giunta il progetto per la demolizione della scuola elementare di Albinia. Lo annuncia il sindaco di Orbetello Monica Paffetti. A breve dovrebbe partire il bando per la ricostruzione del nuovo edificio scolastico. Già i giorni scorsi il primo cittadino aveva anticipato che il progetto della demolizione sarebbe andato in giunta presto e che quanto prima si sarebbe dato il via ai lavori per demolire la scuola. «Uno dei tanti tasselli - dice - del progetto di riqualificazione complessiva del territorio».

Il sindaco commenta così la notizia dell’approvazione del progetto esecutivo di demolizione. «Anche questo – dice - è uno dei tanti tasselli del vasto progetto complessivo di riqualificazione del nostro territorio. Dopo il recente affidamento dei lavori per i giardini pubblici di Fonteblanda, si chiuderanno a breve quelli per la scuola materna di Albinia. Stessa cosa si può dire per la Maremmana. Una volta conclusi i lavori, la differenza e i miglioramenti saranno sotto gli occhi di tutti. Siamo impegnati a realizzare tutte quelle opere pubbliche che i cittadini aspettavano da anni». Un’attesa, quella della scuola elementare, che dura da due anni e che - nonostante le novità - è destinata a continuare ancora un po’. Il primo passo però è stato portato quasi a compimento.

La scuola elementare albiniese è abbandonata dal 12 novembre 2012 quando la furia dell’Albegna la invase coprendola di fango. Lo stato della scuola era tale che la decisione dell’amministrazione fu quella di lasciarla chiusa, trasferire i bambini all’istituto commerciale di Albinia e iniziare a progettarne una nuova. Da quel giorno si sono scritti, su quella scuola, fiumi di parole. Sono imperversate polemiche fra i diversi schieramenti politici sui ritardi dei lavori. I genitori esasperati il 23 maggio dello scorso anno arrivarono fin sotto le finestre di piazza del Plebiscito a Orbetello, sede del Comune, per manifestare la rabbia e gridare lo sdegno.

Una scuola di cui presto non resteranno che macerie.

L’immagine simbolo dell’edificio abbandonato era diventato un piccolo pianoforte distrutto dall’alluvione lasciato a poche metri da quelle aule in cui fino al 12 novembre si respirava voglia di imparare, la musica era non solo quella suonata da quel piccolo strumento ma anche quella delle risate allegre degli alunni.

Una scuola violata non solo dal fango ma anche da chi per un certo tempo l’ha usata come dormitorio, dando l’ultimo schiaffo a un edificio che, un tempo, era stato solo un luogo frequentato da bimbi innocenti. È successo più volte. Le stanze saccheggiate, l’edificio violato. Resti di bivacchi, cetri rotti. E se è vero che doveva e dovrà essere abbattuta, il degrado che l’ha accompagnata, l’erba alta, i vetri delle porte finestre rotte a sassate, gli atti di vandalismo di chi non ha nessun rispetto per ciò che è stato, erano e sono un pugno ulteriore nello stomaco per i cittadini di Albinia. «Era l’ora»: commenta le novità Lorenzo Ciaramella, un rappresentante di classe.

Un commento arriva da Andrea Casamenti, capogruppo di opposizione, gruppo consiliare Oltre il Polo: «Una vergogna. La scuola è diventata un ricettacolo di sporcizia, doveva essere abbattuta subito dopo l’alluvione e sono passati due anni. Avevano detto che avrebbero consegnato la nuova scuola nel 2013 invece la devono ancora buttare giù. Prima di avere una nuova scuola passerà ancora moto tempo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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