Il Tirreno

Grosseto

Niente posti letto Paziente gravissimo trasferito a Prato

di Gabriele Baldanzi
Niente posti letto Paziente gravissimo trasferito a Prato

Tutto esaurito in terapia intensiva all’ospedale Misericordia La Cisl attacca: manca il personale, ma l’Asl 9 minimizza

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Ancora disagi, arrabbiature, polemiche e appelli sulla mancanza di posti letto all’ospedale Misericordia di Grosseto.

La situazione, però, diventa più delicata quando sold-out (per l’ennesima volta) risulta la terapia intensiva, il reparto spartiacque tra la vita e la morte.

Dopo il caos al pronto soccorso in concomitanza con il picco dell’influenza (15 giorni fa), dopo i durissimi attacchi dei sindacati con la precisa domanda di altri posti-letto (e personale) per i pazienti che necessitano di ricoveri nei settings di area medica, ecco che dai social network - per mano di operatori e sindacalisti locali – arriva l’ultima denuncia di una sanità in affanno.

La sera di domenica 1° febbraio, infatti, un paziente grossetano in condizioni gravi (già ricoverato da qualche giorno nel nosocomio cittadino, vittima di una complicazione respiratoria, intubato e quindi bisognoso di letto e macchine nella terapia intensiva) è stato trasferito, su gomma, da Grosseto a Prato, dopo aver rischiato di finire addirittura fuori regione.

Risultavano tutti occupati i dodici posti nella rianimazione del Misericordia, così come i quattro di Orbetello, troppo pochi per reggere sia il post-operatorio che l’acuto, in un periodo in cui certe patologie, soprattutto tra gli anziani, raggiungono l’apice.

Il direttore sanitario del Misericordia, la dottoressa Franca Martelli, minimizza.

«Succede da anni - spiega la dottoressa - anche verso Grosseto, non solo in uscita. Non è una notizia che deve scandalizzare. In caso di unità occupate il trasferimento di pazienti nel posto letto di rianimazione più vicino è prassi. Purtroppo in alcuni periodi il fenomeno si accentua, ma non rappresenta un’emergenza».

E in effetti non si tratta di una novità, né di un’eccezione.

L’Asl 9 risulta un esportatore seriale di pazienti gravi verso le terapie intensive di altri ospedali: da Siena a Piombino, ma anche Viterbo, Poggibonsi, Pontremoli, Bibbiena.

La notte del 20 gennaio, per esempio, non risultava un solo posto libero in terapia intensiva in tutta la Toscana e in tutto il Lazio.

Il primo letto si è liberato nel pomeriggio del 22 proprio alla rianimazione di Grosseto.

Ma i letti, dicevamo, mancano ovunque. Non solo in terapia intensiva.

In passato la carenza di posti ha persino fatto saltare operazioni programmate, con i primari dell’area medica, i medici e gli infermieri che puntualmente evidenziano la loro preoccupazione invitando l’azienda a cercare soluzioni.

E proprio su questi temi ieri è intervenuta anche un sindacato, la Cisl Funzione Pubblica, per bocca del segretario di categoria Luciano Biscottini.

«Apprezziamo gli sforzi effettuati dall’azienda rispetto all’apertura temporanea di alcuni posti letto di area medica e di terapia post intensiva chirurgica - dice Biscottini - ma molte altre situazioni di emergenza non sono ancora state sufficientemente affrontate e risolte».

La Cisl fa riferimento in modo specifico alle problematiche legate all’assenza di personale a vario titolo, per aspettative e gravidanze, nonché alla mancata copertura integrale del turn-over che crea forti disagi in tutti i settings ospedalieri e nelle unità funzionali territoriali.

Infine Biscottini evidenzia come «anche l’area chirurgica del Misericordia, altro servizio delicato e strategico, soffra di carenze di organico e di difficoltà gestionali dei propri posti letto, spesso occupati per necessità urgenti dall’area medica, complicando le attività chirurgiche programmate con conseguente allungamento delle liste di attesa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa