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"Il mio Ice, un fuoriclasse capace di comunicare"

Francesca Ferri
Andrea Lenzi con Ice (foto Soccorso alpino e speleologico toscano)
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Andrea Lenzi con Ice (foto Soccorso alpino e speleologico toscano)

Andrea Lenzi, volontario del soccorso alpino, racconta i nove anni con il suo campione: "Era tra i più bravi d'Italia"

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GROSSETO. “Siamo stati insieme fin dal giorno in cui è nato. Eravamo in simbiosi. Ognuno di noi capiva al volo se l’altro era stanco o aveva fame. Ice era un giocherellone. Ma era anche un fuoriclasse, uno dei cani di maggiore rendimento in Italia. Io solo oggi riesco a parlare, dopo una settimana passata a piangere”.

Andrea Lenzi, 38 anni, cerca di trattenere l’emozione. Ma nove anni insieme, spalla a zampa, a casa e nei boschi, per i campi, in montagna, a cercare dispersi, a salvare vite, non si cancellano. Neanche se a separare un uomo e il suo cane è un’impietosa malattia fulminante, come quella che ha colpito Ice, border collie della stazione Monte Amiata del soccorso alpino e speleologico toscano, morto nei giorni scorsi.

“E’ successo tutto all’improvviso _ spiega Andrea _ abbiamo scoperto che aveva un tumore a fine gennaio, il giorno dopo il suo compleanno. Una settimana, e Ice non c’era più”. Da qualche tempo il cane era un po’ più stanco del solito. “Ma per un cane di nove anni è normale”, spiega Andrea. E Ice, ad ogni modo, era sempre un soccorritore al top. “Bravo? Era un fuoriclasse”, dice orgoglioso Andrea.

“Ha partecipato a tantissimi interventi, non solo in provincia di Grosseto, ma anche a Siena. Due volte è stato determinante nel ritrovare dei dispersi. Purtroppo erano già morti quando li abbiamo trovati. Dal punto di vista tecnico, va però detto, ritrovare un cadavere è molto più difficile che ritrovare una persona viva. In un caso Ice recuperò un uomo che si era suicidato gettandosi in un lago. Lo vedemmo tuffarsi in acqua e nuotare. L’altro caso successe all’Elba”.

Uno stakanovista come tutti i cani della sua razza, avvezzi a badare le pecore ventiquattr’ore al giorno. E con un guizzo di intelligenza in più. “Quando vedeva che partivamo per un intervento _ spiega Andrea _ era il primo a salire in auto. Era un cane che si appassionava se vedeva che io provavo interesse ed ero motivato per una cosa. Ed era un cane sensibile, che sapeva comunicare. Una volta abbiamo soccorso un ragazzo che si era fatto male. Aspettavamo di portarlo via e Ice gli si accucciò accanto, come a volerlo consolare. Ice era fatto così”.

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