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Cinquecento firme per salvare la scuola

Sara Landi
Cinquecento firme per salvare la scuola

La materna di via Adda chiude definitivamente i battenti: famiglie e residenti non ci stanno, ma la sorte appare segnata

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GROSSETO. In via Adda sono rimaste la vecchia targa, i fiori di carta attaccati alle finestre e un cancello chiuso che neanche il prossimo anno riaprirà i battenti. Una rete verde nasconde alla vista i giochi e le attrezzatture non più utilizzate laddove ogni mattina risuonavano, soprattutto nei giorni di bel tempo, le voci dei bambini e delle loro maestre.

La scuola dell’infanzia che per oltre trent’anni ha occupato il piano terra con annesso cortile di uno stabile di fronte alla media Galilei non riaprirà nella sua sede storica della zona del Tribunale neanche per l’anno scolastico 2015/2016. E tra i genitori c’è preoccupazione per il suo futuro, soprattutto da quando hanno saputo che dal prossimo anno scolastico non sarà più garantito il servizio navetta che al momento accompagna i bambini da via Adda alla sede di via Portogallo dove la scuola è stata trasferita a settembre.

«Nessuna sorpresa _ precisa l’assessore comunale all’istruzione Giovanni Stellini _ I genitori sapevano già che quella della navetta era una soluzione temporanea studiata dal Comune per venire incontro alla difficoltà di chi aveva già iscritto i propri figli alla scuola e si era ritrovato a dover fare i conti con l’improvviso trasferimento della scuola in un’altra sede. Sapevano cioè che il servizio sarebbe stato garantito solo per quest’anno».

Ma intorno alla scuola di via Adda è nata una vera e propria mobilitazione di quartiere che non ha lasciato sole le famiglie interessate. In tanti sperano che la scuola possa riaprire dove è sempre stata. Oltre cinquecento sono i grossetani che nei mesi scorsi hanno firmato la petizione per riportare la scuola in via Adda. Si poteva firmare in alcuni esercizi commerciali come il bar e la cartoleria di via Adda e a farlo, visto il numero delle adesioni, non sono stati solo i genitori e i nonni dei bambini iscritti che sono circa una settantina, divisi in tre sezioni. La speranza di chi ha promosso la petizione è ora di essere ricevuti dal sindaco o dall’assessore per consegnare le firme ma questo incontro ancora non c’è stato. Eppure le preoccupazioni per il destino della scuola non sono affatto finite.

Certo, i bambini hanno guadagnato una sede nuova e molto bella, ma resta il fatto che il quartiere ha perso la sua scuola dell’infanzia, tra l’altro molto quotata per i tanti progetti e laboratori portati avanti dalle educatrici nel corso degli anni. Inoltre se l’anno scorso il trasferimento della scuola in via Portogallo è stato un fulmine a ciel sereno caduto a iscrizioni già concluse, quest’anno è un dato di fatto noto a tutti e potrebbe influenzare in negativo l’andamento delle iscrizioni. Si teme insomma un crollo degli iscritti per una scuola che è sempre stata di eccellenza. Da qui la speranza delle famiglie e di quanti hanno aderito alla petizione di vedere la scuola dell'infanzia tornare a vivere nel quartiere.

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