Il dolore
«Bisogna stare sempre all’erta»
Franci: se ci saranno tagli, che almeno non ricadano su Grosseto
CASTEL DEL PIANO. La sanità, sull’Amiata, è sempre stata una grossa spina nel fianco e non sono stati pochi i momenti in cui si è temuta la chiusura dell’ospedale di Castel del Piano. «All’incontro con l’assessore regionale Marroni - dice il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci - tutti i sindaci sono stati d’accordo nel dire che Grosseto non deve essere la cenerentola della Toscana, visto che questa Asl è stata già riorganizzata, ha delle eccellenze, è in linea con tutte le richieste di razionalizzazione fatte in precedenza. Per cui, viste le risorse e che ci saranno di certo tagli dalla Regione, abbiamo detto che tali tagli, nel 2015, non devono ricadere su Grosseto ma su chi a posto non è. Per il resto non siamo entrati nei dettagli dei piccoli ospedali. Ma siccome sono abituato a stare all’erta, dico che bisogna dormire con un occhio solo. Non si sa mai». Franci, che è anche presidente della Società della salute Amiata grossetana, fa riferimento, per giustificare il suo “ottimismo”, ai patti territoriali riconfermati nel 21013 dallo stesso Marroni e costruiti con i sindaci, le Asl, l’Uncem. «Questi accordi danno la garanzia al nostro presidio di avere una prospettiva di medio-lungo periodo. Dunque, per lo meno per ora non c’è nulla di nuovo all’orizzonte e spero che non vi sarà. Proprio male per ora non stiamo». Ma cosa dicevano i patti, la cui efficacia era stata sottolineata dallo stesso dg Fausto Mariotti e poi dall’assessore Marroni? L’accordo prevedeva il raddoppio dell’ospedale di comunità e l’aumento di due letti per l’hospice, il potenziamento della radiologia con la messa in funzione di una risonanza magnetica e un mammografo: «La risonanza è stata acquistata - spiega Franci - e dev’essere messa in funzione». sul Pronto soccorso erano state avanzate richieste sia della minoranza di Castel del Piano che delle minoranze dell’Unione dei comuni. Anche qui Mariotti aveva tranquillizzato dicendo di voler creare un punto di accoglienza con personale stabile. «Il percorso va avanti - chiude Franci - spero che nulla di quanto sottoscritto sia messo in discussione. Noi abbiamo già dato abbondantemente. Ora deve dare chi non è stato alle regole».
Fiora Bonelli
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