Il dolore
Colpito da grave malore, il 118 arriva dopo due ore
Infuriato il sindaco di Castell’Azzara: «Per la sanità siamo cittadini di serie C»
CASTELL'AZZARA. Un uomo in pericolo di vita per un grave malore, l'ambulanza del 118 si presenta dopo circa due ore e il paziente è messo in gravissimo pericolo. E il sindaco insorge: «Siamo stati lasciati soli. Il sistema sanitario che dovrebbe salvaguardare la salute dei cittadini e intervenire prontamente in caso di immediata necessità, a Castell’Azzara fa acqua da tutte le parti. E questa volta per un pelo un mio concittadino non ci ha rimesso la pelle».
Il sindaco Fosco Fortunati è fuori dai gangheri. Un dipendente comunale di 54 anni si è sentito improvvisamente male e l'ambulanza del 118 chiamata alle 9,15 di sabato è arrivata sul posto alle 11,10. Un’ora e cinquantacinque minuti che potevano decretare la morte di una persona. «Con la vita non ci si scherza. Un dipendente comunale di 54 anni, che era andato alla posta per sbrigare delle commissioni per il Comune – racconta il sindaco Fortunati – si è sentito male e ha chiesto di chiamare il 118. Erano le 9,15 quando è partita la chiamata. L’uomo stava davvero male. Nell’attesa che il 118 arrivasse, io stesso – racconta il sindaco – l’ho sollevato per adagiarlo su dei sedili. Il tempo correva e allora tutti i medici castellazzaresi contattati sono accorsi subito e hanno cercato di dare qualche aiuto all’uomo che ormai dava espliciti segni di gravissimo malessere; sia il medico condotto di Castell’Azzara che un medico in pensione che ha visto la gravità della cosa e il personale della guardia medica si sono prestati a dare qualche sollievo. Ma naturalmente con pochi risultati, perché il malore era importante e assai grave. Nemmeno la guardia medica qui ha strumentazioni e attrezzature sufficienti – dice ancora il sindaco – Insomma sono passate due ore. Due ore in cui il nostro dipendente avrebbe potuto perdere la vita. Per fortuna così non è stato. Finalmente, dopo l’arrivo del 118, è stato allertato l’elisoccorso che ha trasferito il paziente a Siena dove è stato sottoposto a intervento chirurgico di oltre 9 ore. Sta lottando ancora fra la vita e la morte».
«Io – tuona ancora Fortunati – dico che a Castell’Azzara siamo cittadini di serie C. Eppure la sanità dovrebbe essere un diritto uguale per tutti. Denuncio con forza questa cosa e ribadisco: un’ora e 55 che sono occorsi al 118 per arrivare, è un’eternità. Segno di inadeguatezza e di risposta insufficiente di un sistema sanitario che non funziona nella nostra zona. Le guardie mediche devono essere messe in grado di poter intervenire in caso di bisogno. Bisogna che ci siano gli strumenti adeguati, occorrono risorse umane e strumentali per le emergenze. E mentre ringrazio il medico condotto, quello in pensione e la stessa guardia medica, mi sento di dover dire con molta forza che in questa maniera non si può continuare. Siamo emarginati geograficamente e proprio per questa ragione, anzi, a maggior ragione, non possiamo essere cittadini la cui salute è messa costantemente a rischio per l’insufficienza e la inadeguatezza della risposta medica e di un sistema sanitario penalizzante per i cittadini».
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