Il dolore
«Tania, meravigliosa e sorridente, con noi da quindici anni»
Le colleghe della catechista morta l'aspettavano in chiesa come ogni sabato. «Non rispondeva al cellulare, credevamo mancasse la linea. Poi abbiamo visto passare i vigili del fuoco...»
MASSA MARITTIMA. Nessuno è rimasto sorpreso quando le prime telefonate sono andate a vuoto. «Là il segnale c’è e non c’è. Capita spesso che il cellulare non prenda la linea» spiega Marianella Ranieri, una delle catechieste della chiesa di Cristo Re. Mentre parla, questa donna con gli occhi carichi di lacrime non riesce a star ferma: cammina avanti e indietro a piccoli passi, bisbigliando tra le parole: «ancora non ci credo».
Lei insieme a un’altra catechista (sono in tre in tutto a tenere le lezioni) stava aspettando Gaetana Corriera come ogni sabato e mai avrebbe immaginato una giornata simile.
«Quando abbiamo visto che non arrivava abbiamo provato a telefonarle e a scriverle dei messaggi, ma o non c’era segnale o non rispondeva». Ma come detto, in un primo momento le colleghe non si sono spaventate. «Arriverà» si son dette.
Poi però è passato un camion dei vigili del fuoco a sirene spiegate e allora qualche brutto pensiero ha iniziato a formarsi nelle loro menti. E alla fine è arrivata anche la notizia: l’ha portata il padre di uno dei piccoli, che fino a pochi minuti prima era proprio con Mario Delogu, per dargli una mano con il gregge. Per la precisione, era con lui quando gli è arrivata la telefonate dai carabinieri. Così, mentre Mario correva dalla moglie e dalla figlia, l’uomo è andato a Valpiana con il triste annuncio.
«Ancora non ci credo» continua Marianella mentre va in su e in giù lungo la grande stanza dove si tiene il catechismo. Sono quindici anni che ogni sabato tiene una lezione insieme a Gaetana. «Noi la chiamavamo Tania» spiega. «Una persona meravigliosa: sempre a disposizione e con una grande volontà, anche con i ragazzi». Era già una caposcout ancor prima di trasferirsi in Maremma, quando abitava nel suo paese natale in provincia di Messina. «Si è sempre resa disponibile» assicura Marianella.
Ieri alla fine non si è tenuta nessuna lezione. Già prima che arrivasse la notizia le maestre erano intenzionate a rimandare, dato che a causa della pioggia e delle strade ricoperte di grandine, molti genitori hanno preferito tener a casa i figli. Poi è arrivata la batosta e nessuno ha più pensato al catechismo.
Fuori dalla chiesa di Valpiana c’è un piccolo gruppo di genitori che parlotta tra sé. «Con la macchina, è uscita di strada» dice una mamma ad un’altra. Gli chiediamo qualcosa, ma l’emozione è troppo forte per loro. «Era una persona stupenda – dice una delle due – Ma parli con la signora dentro, io non riesco».
Qua la gente si conosce tutta tra sé: tra Valpiana e La Pesta, dove abitano i Delogu, ci sono a fatica cinque minuti di macchina e per chi vive nelle frazioni è un’abitudine tenersi in stretto contatto. «Davvero, io non riesco». Così tocca a Marianella raccontare questo grigio pomeriggio di fine gennaio.
«Quando ci hanno detto cosa è accaduto, la mia collega è partita subito per Grosseto, dalla ragazza. Io invece aspetto di chiudere qua e poi andrò all’obitorio». I genitori sul sagrato se ne vanno, Marianella mette in ordine i quaderni sparsi su un tavolo e saluta. «Era meravigliosa, sempre sorridente» è il suo ultimo ricordo. E ha ragione: in una delle ultime foto postate sul suo profilo facebook, Gaetana mostra una targa sorridendo: «Perché Dio fece prima l’uomo e poi la donna? Perché sbagliando s’impara».
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