Attenzione
Nuovo assalto, strage di agnelli e pecore a Sorano
La rabbia dell'allevatore, colpito per la terza volta in poco più di un anno.
SORANO. Strage di pecore a Montesorano, frazione rurale a tre chilometri dal paese di Sorano, nell’allevamento di Domenico Giubilei, un sessantenne pastore storico del Soranese che con le sue 130-140 pecore pensava, ormai, di andare avanti fino alla pensione. E invece la tenuta dell’azienda è in forse, visto che nell’arco di poco più di un anno, il suo gregge è stato decimato di oltre 50 capi.
“La prima volta _ racconta Giubilei _ a Natale del 2013 e altre due volte nel 2014 prima di Pasqua. E adesso questa disgrazia, che non avrei mai voluto vedere. Il mio povero gregge semidistrutto. Il maremmano da guardiania terrorizzato e incapace di fronteggiare l’assalto”.
Ma cosa è successo sabato 31 gennaio? “Mi è entrato il predatore, o più predatori, _ spiega Giubilei _ dentro il recinto e ha fatto morire 20 agnelle da allevamento e tre pecore. Alcune sono state sgozzate, altre mangiate quasi del tutto, altre massacrate mentre stavano correndo per scappare. Come si possono proteggere più di così? Io sono andato a mungerle verso le quattro di mattina, e avevo dormito pochissimo. Ho il cane da guardiania. A questa cosa ci devono mettere mano, altrimenti fanno chiudere tutti”.
L’allevatore soranese ha una proposta da fare per tamponare le perdite dei pastori e non è una provocazione, ma una proposta seria bella e buona: “Dato che le pecore non le protegge nessuno e tutti vogliono proteggere il lupo o comunque il predatore, allora gli animalisti integrali e tutti coloro che pensano che il lupo debba mangiare le pecore, paghino una tessera da 50 euro per l’iscrizione alla lista dei difensori dei predatori, più una tassa da 100 euro per pagare il cibo che noi forniamo al predatore di Stato. I soldi così raggranellati, che a quanto pare dovrebbero essere tanti, visto che i politici danno retta a loro, che siano distribuiti ai pastori che subiscono perdite e che quotidianamente nutrono i predatori della zona. Avverto che le spese saranno consistenti. Noi siamo allo stremo e qui non ci si rende conto che sta finendo la pastorizia maremmana".
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.10766025:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/01/30/news/nuove-stragi-di-pecore-oltre-capi-uccisi-alle-porte-di-grosseto-1.10766025]]
Giubilei lamenta pure il fatto che nella tranche dei risarcimenti non è riuscito a entrarci: “Non ero stato informato _ dice _ e per questi capi persi speriamo di poter fare domanda a ottobre prossimo. Ma nel frattempo, a ottobre, c’è da arrivarci. Non so se sarò costretto a chiudere prima. Consideriamo il fatto che adesso devo smaltire i capi persi sabato e sono 40-50 euro a capo. Perderò il latte delle pecore da mungere e sarà altro mancato introito. Io _ conclude _ sono un pastore da sempre. Ho fatto questo nella mia vita. Ho sessant'anni e speravo di arrivare a sbarcare il lunario con questo lavoro. Faticoso, sì, ma mi piaceva e mi piace. Lo so fare e adesso mi trovo a dover chiudere, forse. Non è giusto che per non voler liberare il territorio da questi animali feroci si mettano i sigilli a un’economia importante e significativa come l’ovinicoltura”.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
