Il Tirreno

Grosseto

Muore travolta dall’auto Ferita la figlia di 17 anni

di Alfredo Faetti
Muore travolta dall’auto Ferita la figlia di 17 anni

Gaetana Corriera era diretta a Valpiana per tenere una lezione di catechismo Pioveva e la strada era ghiacciata, la sua Twingo si è ribaltata in un campo

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MASSA MARITTIMA. Lungo la strada c’è una scia infinita di scintille. È il ghiaccio, frantumato in mille minuscoli pezzi, ancora solido nonostante il sole inizi a fare capolino. Sono circa le 17 e nel vasto paesaggio di campagna risaltano il lago dell’Accesa e un uomo. Ha vestiti da contadino, stivali di gomma, camicia di lana e berretto, con il volto coperto da una mano. Sta piangendo appoggiato a quel che resta della Twingo verde, mentre fissa il corpo di sua moglie coperto da un lenzuolo bianco.

«Stava andando a Valpiana, come ogni sabato» racconta quando riesce a riprendere fiato. Si chiama Mario Delogu e per quanto sia circondato da soccorritori, forze dell’ordine e una coppia di amici, in questo momento è un uomo profondamente solo.

La sua compagna da quindici anni, Gaetana Corriera, sessant’anni, giace senza vita nel campo che divide la strada dal lago. Sua figlia invece, appena diciassettenne, è già stata trasferita all’ospedale Misericordia di Grosseto. «Andava a far catechismo e…» poi Mario riprende a piangere.

La vita di questa tranquilla famiglia di pastori viene stravolta intorno alle 15.30. Mario in quel momento è nei pascoli di Forni dell’Accesa con il suo gregge. Gaetana, invece, proprio a quell’ora dovrebbe iniziare la sua lezione di catechismo nella chiesa di Cristo Re, a Valpiana, una decina di chilometri da casa sua. Sale in macchina insieme alla figlia, anche lei diretta nelle piccole stanze parrocchiali, e parte. Fa freddo e, come se non bastasse, piove forte.

Il gelo della notte e del primo mattino ha lasciato il suo segno sull’asfalto, dove il ghiaccio non si scioglie neanche sotto i colpi della pioggia, che intanto va aumentando. La donna prende la strada provinciale dell’Accesa e forse preme sull’acceleratore per recuperare i minuti di ritardo. Questa almeno una prima ipotesi dei carabinieri del comando di Massa Marittima, intervenuti sul posto.

Gaetana del resto quella strada la conosce bene: ogni sabato, alle 15.30, tiene lezioni di catechismo. Allora prova a recuperare, ma il destino si mette sulla sua strada proprio mentre percorre il rettilineo che costeggia il lago, in quel piccolo spazio rurale chiamato La Pesta.

Una primissima ricostruzione attribuisce la dinamica dei fatti al maltempo: l’asfalto ricoperto di ghiaccio bagnato, poca visibilità per via del temporale. Servirà aspettare i risultati dei rilevamenti fatti dalla Polizia municipale massetana per averne l’assoluta certezza.

Fatto sta che la Twingo esce improvvisamente fuori strada, ribaltandosi per diversi metri nel campo accanto alla provinciale. Gaetana viene sbalzata sull’asfalto e muore sul colpo.

La figlia invece rimane incastrata nella macchina e serviranno i vigili del fuoco di Follonica, i primi a intervenire, per tirarla fuori dalle lamiere. La giovane viene così trasportata immediatamente a Grosseto per accertamenti, ma alla fine la sua salute non è compromessa.

Mario intanto è sempre con le sue pecore e alcuni colleghi, che gli danno una mano a raggruppare il gregge e a farlo rientrare nei suoi terreni, concessi dal demanio e affidati alle sue cure ormai da quindici anni. Poi a un certo punto riceve una telefonata, qualcuno gli racconta l’accaduto e corre in quel campo a due passi dall’Accesa. Quando arriva, la figlia è già in viaggio verso il Misericordia, mentre un lenzuolo bianco gli risparmia la vista di sua moglie.

Gli uomini del 118 la scoprono solo un istante per il riconoscimento, poi Mario si appoggia con le spalle alla Twingo ridotta ormai a un catorcio. Tiene lo sguardo nel vuoto, piange e collabora con le forze dell’ordine che fanno il loro mestiere. «Come è possibile?» chiede. Nessuno sa rispondergli.

Intanto la strada provinciale è semibloccata: i vigili fanno scorrere il traffico lungo un’unica corsia e le macchine rallentano fino al passo d’uomo per capire cosa sia successo. È l’immagine di quell’auto distrutta in mezzo al campo a dare una risposta. Ci vorrà oltre un’ora per riportare tutto alla normalità.

Intorno alle 17 arriva il furgone delle pompe funebri, che carica la salma e la trasporta all’obitorio di Massa Marittima.

Gli amici prendono Mario sotto braccio e lo fanno sfogare dietro a un furgone dei carabinieri, così che non assista alla scena. Solo pochi minuti, poi Gaetana parte per Massa mentre Mario viene accompagnato a Grosseto, da sua figlia. Ormai lungo quella strada non c’è più nessuno, se non due vigili e il carroattrezzi che porta via la Twingo verde senza più il cofano anteriore.

Ora in mezzo al paesaggio c’è solo il lago e quelle scintille che fanno brillare i bordi della carreggiata. Spunta anche un timido sole tra le ultime gocce di pioggia. Ma fa ancora freddo. Molto freddo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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