Sicurezza
Fibran, i lavoratori tornano in azienda
I sette giorni di sciopero si sono conclusi con l’apertura di una nuova trattativa sul contratto
ROCCASTRADA. Dopo nove giorni (di cui 7 di sciopero, con fermo totale) i lavoratori della Fibran sono rientrati in azienda, negli stabilimenti del bacino bianco di Roccastrada, dove lavorano un centinaio di maestranze tra la società Gessi Roccastrada e la Fibran, appunto.
Alla fine il braccio di ferro con i vertici della società greca si è risolto con l’azzeramento di tutte le proposte messe in campo fino a oggi dalle parti e con l’apertura di una nuova trattativa che sarà condotta direttamente dall’amministratore Kostas Psaroulis. I lavoratori del comparto del gesso erano in agitazione da mercoledì 21 gennaio, a seguito di una serie di dinieghi ricevuti nel corso degli incontri per il rinnovo del contratto integrativo. Sulla vicenda aveva speso un impegno anche il sindaco di Roccastrada Francesco Limatola, incontrando il direttore Giovanni Barcaro, ma alla fine per sbloccare lo stallo si è dovuta muovere la sede di Genova e direttamente la proprietà, a Salonicco.
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Il problema era e resta rappresentato dal fatto che nel nuovo integrativo la società lega il premio di risultato a eventuali utili di bilancio, con il rischio concreto - guardando gli ultimi esercizi - che esso non venga mai erogato. Solo quattro anni fa il premio ammontava a 1.600 euro. I lavoratori, pare di capire, si accontenterebbero oggi di una cifra di molto inferiore (intorno ai 600 euro), ma la multinazionale italo-greca Fibran, con sede legale a Genova e stabilimento produttivo in Alta Maremma, non è che navighi in acque floride. Dal 2012 si va avanti con la cassa integrazione e attualmente gli esuberi individuati (una diecina) vengono colmati con una rotazione del personale.
A condurre la trattativa con l’amministratore Kostas Psaroulis sono stati i sindacati, attraverso i segretari di categoria della triplice: Bellotta (Filca Cisl), Bracciali (Fillea Cgil) e Rusci (Feneal Uil). «Sono stati incontri costruttivi – spiega Bellotta - e alla fine crediamo si possa fare un passo avanti rispetto alla posizione in cui eravamo dieci giorni fa. Abbiamo apprezzato il fatto che la proprietà c’abbia messo la faccia direttamente e i lavoratori hanno compiuto un atto di responsabilità rientrando con il turno notturno di giovedì. Oltre alla questione integrativo e al premio di risultato 2015, abbiamo chiesto alla società di rafforzare la sua produzione sul territorio».
E in effetti Fibran si sta da tempo muovendo per modificare e incrementare la sua produzione. Ha chiesto di realizzare nell’area di Poggio Olivi un'attività di messa in riserva e recupero dei gessi da desolforazione (Flue gas desulfurization, acronimo Fgd), provenienti dagli impianti di trattamento dei fumi delle centrali.
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