Finanza
«Questo osservatorio difende la salute»
Dopo la denuncia degli ambientalisti, Regione e Ars rilanciano il neonato studio sulla popolazione dei territori geotermici
PITIGLIANO. «La Regione, d’accordo con i Comuni e le Asl, da anni sta monitorando la salute delle aree geotermiche e ha ora incaricato Ars di procedere ad ulteriori approfondimenti. Con l’esposto alla Procura i Comitati rischiano di generare ingiustificato allarmismo nei cittadini e uno stato generale di confusione».
Questa la posizione della Regione Toscana, diffusa ieri in una nota, dopo l’ultima azione del Comitato Sos Geotermia che ha presentato un esposto in Procura riguardo la mancanza di attività di prevenzione a difesa della salute dei cittadini residenti in aree prossime alle attività geotermiche.
Secondo i Comitati il neonato osservatorio è sbagliato nel merito e nel metodo. Nel merito, perché la posizione di chi sostiene che la geotermia amiatina è innocua per la salute – secondo i comitati – non regge più. Nel metodo, perché i comitati contestano che non si sia cercato il contraddittorio, cioè che la Regione non abbia chiesto l’apporto anche di quegli esperti che negli anni hanno studiato i dati sanitari, a partire – spiegano i comitati antigeotermici – dal professor Valerio Gennaro dell’Istituto Tumori di Genova ai toscani di Medicina Democratica.
«A questo punto – sostengono i comitati – un osservatorio che si prende altri tre anni per dare un responso, alla modica somma di 840.000 euro, senza nemmeno imporre una moratoria immediata delle emissioni, è solo un ulteriore rimandare nel tempo. A pensar male, viene il sospetto che non si voglia scoprire davvero un’amarissima realtà che costringa gli amministratori a prendere drastiche decisioni».
Diametralmente opposta la posizione della Regione. «Le indagini precedenti al nuovo studio – spiegano da Firenze – avevano evidenziato infatti eccessi di malattie nell’Amiata non riconducibili alla geotermia e che facevano pensare piuttosto a un mix di altri fattori di rischio (tra questi erano state avanzate anche ipotesi riconducibili all’attività sessuale degli amiatini, ndr). Da qui la decisione di procedere a ulteriori approfondimenti».
«La decisione di mettere in campo uno studio così complesso a difesa della salute della popolazione – dice Francesco Cipriani direttore dell’Ars – va proprio nella direzione da tempo sollecitata dalle istituzioni. L’esposto è perciò francamente poco comprensibile». (f.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
