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Grosseto

Olivicoltura ko Cinigiano vuole i risarcimenti

CINIGIANO. Dopo la richiesta di Castel del Piano, anche Cinigiano chiede alla Regione lo stato di calamità per i danni all’olivicoltura. È stata approvata venerdì mattina dalla giunta comunale di...

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CINIGIANO. Dopo la richiesta di Castel del Piano, anche Cinigiano chiede alla Regione lo stato di calamità per i danni all’olivicoltura. È stata approvata venerdì mattina dalla giunta comunale di Cinigiano la delibera con la quale il Comune chiede alla Regione il riconoscimento dello stato di calamità naturale per i danni all’olivicoltura.

Continua, dunque, la conta dei danni all’agricoltura nel territorio amiatino e insieme ai castagneti, irrimediabilmente corrosi e seccati dal Cinipide galligeno, anche il settore dell’olivicoltura è tra quelli maggiormente colpiti.

«La raccolta delle olive – commenta Romina Sani, sindaco di Cinigiano – quest’anno è stata irrisoria, mentre si registrano danni importati alle piante, attaccate dalla mosca olearia, che mettono a rischio l’intero sistema di coltivazione dell’ulivo».

Dopo una prima conta dei danni, dunque, che hanno inciso nella raccolta fino all’80 per cento mettendo a dura prova anche i frantoi, Cinigiano ha deciso di chiedere la calamità naturale: «Con questo atto – continua il sindaco – chiediamo alla Regione la dichiarazione di stato di calamità per i danni subiti delle imprese e l’impegno a prevedere misure a sostegno del settore. Chiediamo, anche, di prevedere un sistema di monitoraggio e di informazione per gli olivicoltori». (f.b.)

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