Alla sede dell’Unione i corsi obbligatori per gli agricoltori
La proposta di una imprenditrice per migliorare il servizio e poter risparmiare su spese e continui viaggi a Grosseto
MASSA MARITTIMA. Per poter fare gli agricoltori e dare alle proprie coltivazioni quei prodotti che le proteggono dalla avversità (vedi malattie e parassiti) servono dei tesserini. Questo prevede la legge. E per poter avere questa licenza è necessario seguire dei corsi obbligatori. Ciò significa per gli agricoltori periferici, come quelli delle Colline Metallifere, andare a Grosseto spendendo denaro e perdendo diverse giornate di lavoro, dato che il corso è spalmato in più date.
Una seccatura, in poche parole. Così a una diretta interessata è venuta un’idea: organizzare questi corsi di formazione nelle stanze della sede dell’Unione dei Comuni, permettendo un discreto risparmio sotto tutti i punti di vista. Una proposta che è stata messa nero su bianco e inviata all’ente. A farsi carico della faccenda è Donatella Raugei, titolare di un’azienda agricola. E nel titolo della lettera inviata all’Unione c’è tutto il senso dell’idea: «Richiesta per una formazione, nelle aule della Unione dei comuni, possibilmente gratuita per i tesserini (obbligatori) per i fitofarmaci». Ne ha già parlato direttamente con gli uffici. «Ho fatto presente una mia proposta che potrebbe essere di grande aiuto a tutti gli agricoltori, che sono stati duramente penalizzati quest’anno con i mancati raccolti – si legge nell’istanza – Una spesa aggiuntiva per un corso obbligatorio colpirebbe ancora un settore già con pochissimo reddito visto che le altre formazioni, pronto soccorso, incendio e così via sono state fatte alle associazioni di categoria, ogni volta pagando circa 200 euro per un corso di poche ore».
Sembra una cifra non proibitiva, ma dopo l’inverno appena passato, con il maltempo che ha praticamente azzerato la raccolta delle olive e fatto danni anche agli altri settori sempre legati alla campagna, duecento euro diventano una somma considerevole. Così, forte di questo impegno, Raugei ha telefonato prima in Regione e poi all’Uncem Toscana per sapere se erano a disposizione dei bandi, regionali o europei, da poter attivare in modo da agevolare questa situazione poco gradita agli agricoltori. Ma nulla: bandi non ce ne sono. Nessun contributo per poter attenuare questi corsi obbligatori (necessari per avere le dovute autorizzazioni per le proprie coltivazioni) dalle tasche degli agricoltori. Però, una piccola mano potrebbe comunque arrivare. È qui che si concretizza la proposta di Raugei all’amministrazione dell’Unione. «Allora sarebbe importante vedere se non si possono fare rientrare nelle tante misure a sostegno della sostenibilità rurale e della sostenibilità ambientale che sembrano essere il mantra dei programmi 2014-2020 – riprende la lettera – Sarebbero di grande aiuto per tutti noi agricoltori, costretti a recarsi a Grosseto nelle sedi delle associazioni di categoria con grandi spese di tempo e di carburanti». Al contrario, «i corsi potrebbero essere organizzati, per il nostro territorio di Unione dei Comuni, nella sede di tale Unione, particolarmente libera adesso che non c’è più il giudice di pace». Non solo: gli agricoltori chiedono all’ente di farsi promotore per riuscire ad attivare quei fondi regionali, anche attraverso l’Europa, per la formazione gratuita che impone la legge.
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