Il Tirreno

Grosseto

Furti, potenziate pattuglie e telecamere

di Elisabetta Giorgi
Furti, potenziate pattuglie e telecamere

Il prefetto incontra i derubati e illustra il suo piano. In arrivo anche un ufficio ad hoc alla polizia municipale

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GROSSETO. Più controlli. Nuove telecamere in arrivo. E un ufficio di polizia giudiziaria nato all’ex Gil, nel comando della Municipale, per potenziare la sicurezza e combattere i furti. Sono alcuni step attivati da Prefettura, Comune di Grosseto e forze dell’ordine dopo l’escalation criminale dell’ultimo mese.

Ormai è guerra aperta ai ladri. Le forze dell’ordine sono al lavoro a 360°, e ieri su questo fronte è stata una giornata cruciale. Il Comitato dei derubati - in via di costituzione e che si è dato un nome, “Uniti per una Maremma migliore” - ha incontrato alle 14,30 il prefetto di Grosseto Anna Maria Manzone insieme al sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi e al comandante della polizia municipale Felice Carullo. L’appuntamento, fissato per le 14,30 nella sede della Prefettura, è durato più di due ore. Presenti cinque persone del Comitato, tutte vittime dei ladri: Fausto Turbanti (imprenditore i cui genitori e zii sono stati derubati a Casalecci nelle loro case in due giorni consecutivi); Massimiliano Pepi (ristoratore degli Attortellati); Riccardo Luongo, i fratelli Dario Trotta e Fabio Trotta, quest’ultimo gioielliere. «L’incontro è andato benissimo», raccontano tutti, rassicurati.

Più controlli. Già il 22 gennaio il prefetto aveva riunito i rappresentanti delle forze dell’ordine, la Procura e il sindaco annunciando «una specifica intensificazione dei servizi di vigilanza e controllo del territorio, con il contributo anche della polizia municipale». E così è stato. A fronte di una generale carenza di personale in forza alle pattuglie, come ha specificato ieri il prefetto stesso, i controlli sono stati potenziati dai vari organi di polizia.

«Ho illustrato alla delegazione - ci spiega Anna Maria Manzone finito l’incontro - tutte le iniziative che stiamo mettendo in campo soprattutto sui furti in abitazione. Ho compreso le preoccupazioni di queste persone: purtroppo gli episodi ci sono e non lo possiamo nascondere, ma sono attenzionati dalle forze dell’ordine. L’intensificazione dei servizi di vigilanza è partita - conferma - Poi naturalmente ci sono tutte le attività investigative messe in campo ogni giorno dalle forze dell’ordine, e i vari patti che abbiamo: il patto per la sicurezza in fase di rinnovo e che ci consentirà di implementare la telesorveglianza, e l’altro protocollo, “Mille occhi sulla città”, che prevede la collaborazione degli istituti di vigilanza con le forze dell’ordine». Nuove telecamere “intelligenti”, che saranno installate dal Comune e godranno di un contributo regionale, saranno presto posizionate «nei principali punti accesso e consentiranno di leggere la targa, passandola direttamente alla banca dati delle macchine rubate». Il sistema sarà attivo non appena in città sarà perfezionata e «implementata la rete Lan». Per il prefetto è di vitale importanza la collaborazione con il nascente comitato che - spiega - può fungere da capillare rete di sorveglianza: come un costante «controllo del vicinato in cui chiunque può segnalare pericoli alle forze dell’ordine» nell’ottica di un sistema “integrato” pubblico/privato.

Incontro con il questore. Non finisce qui. «Ho parlato con il questore», continua il prefetto, e disposto come la polizia, «d’intesa con i carabinieri, organizzi presto un incontro con il Comitato derubati», per fornire loro tutte le informazioni del caso proprio in tema di sicurezza: «come comportarsi, come segnalare un fatto criminoso, come prevenirlo o reagire quando siamo di fronte a un furto, come mettere in atto misure di sicurezza passiva etc». Il Comitato di derubati, insomma, sarà presto “formato”. E potrà a sua volta “formare” i cittadini.

Un ufficio della Municipale. Anche il Comune è impegnato su questo fronte. Nel nuovo comando dell’ex Gil - sede della Municipale - è appena nato un ufficio ad hoc: una sezione di polizia giudiziaria destinata a svolgere una specifica attività a tutela della sicurezza pubblica: combattere i fenomeni di allarme sociale e sviluppare indagini sui reati cittadini, con particolare attenzione ai furti (come all’abusivismo commerciale, all’immigrazione etc). Vi lavorano 6 persone.

«Noi siamo con voi». «L’incontro col prefetto è stato più che positivo», spiegano Turbanti, Trotta, Pepi. «Tutti intorno a noi si stanno muovendo», proseguono loro elencando le misure messe in campo: più controlli, più telecamere, un ufficio.

Il Comitato è sempre più convinto di voler collaborare con le istituzioni e sottolinea l’assoluta connotazione apolitica. «Non vogliamo essere contro qualcuno ma a favore della sicurezza», dice Pepi. «Non ci interessano politica né partiti - fa eco Turbanti - ma solo le idee, risolvere i problemi e sentirci tranquilli a casa nostra».

Ancora Pepi: «Siamo orgogliosi della nostra ex mentalità contadina di un tempo, quando eravamo tranquilli a casa nostra: ci piacerebbe mantenere questa nostra non diffidenza verso il mondo esterno e ci fa paura la prospettiva di barricarci contro i ladri». «Tutti noi stiamo cambiando - conclude Trotta - Il nostro sguardo si affina ogni giorno che passa. Stiamo diventando cittadini meno ingenui».

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