Il Tirreno

Grosseto

«Giglio, danno irrimediabile» Il Comune pretende 200 milioni

di Pierluigi Sposato

L’avvocato Zanconi ha parlato per tre ore contestando le conclusioni degli esperti della compagnia Il sindaco Ortelli: «La Concordia ha compromesso anche l’immagine, mente chi dice il contrario»

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GROSSETO. Deve parlare tre ore, l’avvocato Maria Chiara Zanconi. E deve idealmente sudare. C’è da convincere il collegio che la somma rilevante di 200 milioni di euro reclamati dal Comune di Isola del Giglio sono pienamente giustificati. Ed anche accoglibile la richiesta di 20 milioni di euro di provvisionale. C’è da combattere le consulenze di Costa Crociere responsabile civile secondo le quali non solo il Giglio avrebbe avuto danni limitati ma addirittura dal naufragio avrebbe ricavato dei benefici.

Prima di lei, e fuori dall’aula, parla il sindaco Sergio Ortelli, presente all’udienza: «il danno per l’Isola del Giglio esiste. Anche quello d'immagine che si protrarrà nel tempo. Irrimediabilmente. Chi in questi anni ha sostenuto il contrario mente, sapendo di mentire». Ma c’è da convincere i giudici e l’avvocato Zanconi, che parla anche per il collega Alessandro Maria Lecci, parla con pacatezza ma con decisione, snocciolando dati e confutando le conclusioni degli esperti citati dalla compagnia, proiettando le relative slide. Parla delle difficoltà di un’isola così piccola nell’affrontare un’emergenza così grande. E costi così grandi. Costi anticipati e non rimborsati: «fino al 3° trimestre 2014) ammontano a 340mila euro; quelle complessivamente anticipate dal Comune sono 1 milione e 294mila euro. E sono cifre che hanno un effetto distorsivo su un ente che ha risorse limitate, che ha stentato a pagare gli stipendi ai dipendenti, che si è trovato a fronteggiare l'arrivo di 800 persone tra soccorritori e stampa, che ha servito mille pasti al giorno». Attività operativa del Comune bloccata. E non si contano i costi sostenuti per inviare gli amministratori a rassicurare il mondo intero che la qualità ambientale dell’isola non era compromessa. L’avvocato dettaglia le voci, elenca i progetti ideati ma non realizzati, i danni derivanti. Riprende i dati illustrati dal professor Giuliano Noci, consulente di Costa, e ne evidenzia le criticità se non gli errori. Idem con lo studio sull’impatto sui mass media che a giudizio di Zanconi il dottor Giorgio Del Mare avrebbe sottovalutato. «Del Mare non può scalfire il dato di fatto e cioè che il danno di immagine c'è stato e forse si protrarrà irrimediabilmente», argomenta Zanconi. In conclusione, ribadendo la richiesta di 20 milioni di provvisionale (10 per il blocco operativo e almeno altrettanti «per la ricostruzione dell'identità storica del Giglio»), l'avvocato fa proiettare in aula un video di 5' in cui viene raccontata attraverso molte foto e qualche filmato la storia del Giglio: prima e durante l'emergenza. Con le parole che i bambini dell'isola avevano scritto nei temi che raccontavano la tragedia.

Ventuno in totale gli avvocati che si sono alternati al microfono, alcuni depositando conclusioni anche per altri colleghi non presenti. «Finora si è parlato dei passeggeri in modo non positivo. Giustamente, anche. Ma l'impreparazione dimostrata da tanti è solo frutto delle omissioni degli ufficiali preposti e di Schettino, per il ritardo con cui diede gli allarmi e impedì ai singoli di assumere il proprio ruolo». Così l'avvocato Alessandro D'Amato ha speso qualche parola del suo intervento di parte civile per ristorare in parte l'immagine della crew della Concordia. «Sono vittime anche loro», ricorda, e nel naufragio hanno avuto una doppia veste. Sono 35 i membri dell'equipaggio che D'Amato assiste (94 le persone da lui rappresentate): sono di 11 nazionalità diverse, ci sono cinesi, coreani, indonesiani, indiani e tanti altri.

Secondo l’avvocato Fabio Targa, anche Costa avrebbe avuto un comportamento superficiale: «ma non una superficialità idiota», come argomentato in precedenza dalla Procura per Schettino. La compagnia avrebbe tenuto in evidenza soltanto l'aspetto economico, sia nella gestione della nave, sia nel disinteresse sulle rotte seguite, sia nella manutenzione.

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