Sicurezza
Geoparco Unesco, la nuova presidenza rinviata di un anno
Prorogato l’attuale comitato direttivo guidato da Agresti in attesa che venga trovato un accordo per le nomine
MASSA MARITTIMA. La versione ufficiale (e concreta) è che il nuovo statuto non arriverà prima di qualche mese e finché non sarà approvato è bene andare avanti con lo stesso direttivo. Che, del resto, decadrà automaticamente con il documento. La versione non ufficiale, ma altrettanto vera, è che dietro la proroga di un anno del comitato di gestione del Geoparco Unesco Colline Metallifere ci sono ragioni politiche.
Le forza coinvolte infatti non hanno trovato una quadra attorno al nome del nuovo presidente: in testa rimane l’ex sindaco di Massa Marittima Lidia Bai, ma la fazione follonichese storce la bocca, vogliosa di mettere al posto dell’uscente Luca Agresti un suo esponente, che avrebbe individuato in Salvatore Acquilino. In ogni caso, il Ministero delle attività culturali ha dato ancora tempo per trovare gli accordi necessari, lasciando in vita il comitato odierno fino al 20 gennaio 2016.
Il mandato del presidente Agresti e del comitato è scaduto il 20 gennaio. Roma però ha deciso di concedere altri dodici mesi di vita, così da portare in fondo la stesura del nuovo statuto. In cui, tra l’altro, sarà previsto un maggior potere decisionale in mano ai ministeri e meno alle autorità del territorio. Ci vorrà ancora qualche mese per chiudere questa partita (la bozza già circola nei Comuni interessati) e una volta approvato il documento, il comitato decadrà. Ma per il momento, avanti con gli stessi componenti: Luca Agresti, l’assessore regionale Anna Rita Bramerini in rappresentanza della Regione, il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini (Unione dei comuni delle Colline Metallifere), Lidia Bai (sette Comuni membri), Tiziano Baldanzi (Provincia di Grosseto), Isabella Lapi (Ministero della cultura).
«Per noi – commenta Luca Agresti – è un riconoscimento importante per il lavoro svolto fino a oggi e anche uno stimolo in più a continuare e completare il percorso che ci porterà alla approvazione, speriamo in tempi brevi, dello statuto del Parco». Ma sembra ci sia dell’altro. Dopo due presidenze di centrodestra, Hubert Corsi prima e Agresti poi, il Pd ha deciso che è il momento di scegliere un proprio presidente. Uno scenario che avrebbe trovato il consenso di Forza Italia e le altre forze, ma che ha provocato una spaccatura dentro al Pd stesso, diviso tra due nomi e forse due fazioni. La prima è quella che sostiene Lidia Bai, tutt’oggi data per favorita, forte del consenso massetano e dei comuni limitrofi; l’altra è quella di Acquilino, presidente della Pro Loco di Gavorrano ma molto vicino anche agli ambienti moderati di Follonica. Una divisione che non è stata ricucita in tempo per la scadenza del mandato e che non ha permesso di partorire una figura condivisa per la guida del Geoparco. Non solo: lo statuto arriverà probabilmente solo dopo le elezioni regionali, altro ostacolo per forze opposte costrette a trovare un accordo comune. Così i partiti hanno temporeggiato, ben felici ora di rimandare questa decisione.
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