Sicurezza
Esposto alla Procura sull’Osservatorio della salute
Per i comitati contro la geotermia l’istituto non serve a nulla e costerà 840mila euro di soldi pubblici
SANTA FIORA. L’osservatorio sulla salute dell’Amiata, una foglia di fico? Per lo meno così lo definiscono i comitati antigeotermici che hanno presentato un esposto in Procura. Ma Ars commenta: «Facciano pure, ma ci saremmo aspettati che ci dicessero bravi. Il mondo va alla rovescia». Insomma i comitati antigeotermici insistono e lanciano un “j’accuse” a tutta l’organizzazione che da sei anni sta lavorando per cercare quali siano le cause di mortalità in eccesso in Amiata, che al contrario delle zone geotermiche Toscana Nord mostra uno stato di salute non in linea coi dati regionali, soprattutto per i maschi.
L’osservatorio coordinato da Ars Toscana, in collaborazione con enti e istituti toscani, Arpat, Cnr, Asl, medici di base e pediatri delle zone interessate e che avrà una sede materiale e stabile nel comune di Santa Fiora, secondo i Comitati «è sbagliato nel merito e nel metodo. Nel merito, perchè la posizione di chi sostiene che la geotermia amiatina è innocua per la salute non regge più». A che serve dunque l’osservatorio?: «A questo punto - incalzano i comitati - un osservatorio che si prende altri 3 anni per dare un responso, alla modica somma di 840.000 euro, senza nemmeno imporre una moratoria immediata delle emissioni, è solo un ulteriore rimandare nel tempo. Nel metodo, contestiamo decisamente che non si sia cercato il contraddittorio, chiedendo l'apporto anche di quegli esperti che negli anni hanno studiato i dati sanitari, a partire dal professor Valerio Gennaro dell'Istituto Tumori di Genova ai toscani di Medicina Democratica. A pensar male, viene il sospetto che non si voglia scoprire davvero una amarissima realtà che costringa gli amministratori a prendere finalmente drastiche decisioni».
Dunque martedì 27 gennaio a firma di Roberto Barocci come Forum Ambientalista, ma a nome dei comitati e dei cittadini, è stato presentato in Procura a Grosseto un primo esposto sulla mancanza di attività di prevenzione a difesa della salute dei cittadini residenti in aree prossime alle attività geotermiche. Omissioni e manipolazione dei pareri in sede istruttoria della Valutazione di impatto ambientale per la centrale di Bagnore 4.
Di fronte alla notizia, la risposta politica arriva dal sindaco Federico Balocchi che parla di «campagna denigratoria, smentita dai dati e danno per un territorio che non lo merita».
«Un ottimo risultato l’osservatorio - afferma Balocchi - che dà garanzie alla salute dei cittadini, non solo in relazione alla geotermia». E Francesco Cipriani, responsabile Ars Toscana così commenta la notizia: «Ognuno è libero di muoversi come crede. Noi stiamo proseguendo un percorso avviato scientificamente che ci ha permesso, grazie a una serie di indizi, a cercare le ragioni di eccesso di mortalità, soprattutto nei maschi, in problemi non riconducibili alla geotermia, ma ad un mix di fattori. Siccome la nostra ricerca ci ha portato a queste conclusioni, nel primo step, perché avremmo dovuto far chiudere le centrali?. Piuttosto abbiamo fatto aprire ad Asl gli ambulatori. Adesso l’osservatorio, finanziato con 840.000 euro per tre anni (i soldi occorrono-chiosa Cipriani - checchè ne dicano i comitati), fa seguito alle precedenti indagini condotte in collaborazione col Cnr di Pisa. La nuova indagine epidemiologica permetterà di approfondire vari fattori di rischio, legati a storie di vita personali e condizioni familiari, mettendo in campo un biomonitoraggio mirato. Tutto quello che i comitati avevano richiesto. Ci dovrebbero dire bravi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
