Il Tirreno

Grosseto

l’istanza dell’avvocato guarini

«Adesso le indagini si estendano anche a Foschi»

GROSSETO. «C'è almeno un quaquaraquà» in quella notte del naufragio: Schettino. Lo dice l'avvocato di parte civile Alessandra Guarini, in un intervento appassionato, prendendo a prestito la...

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GROSSETO. «C'è almeno un quaquaraquà» in quella notte del naufragio: Schettino. Lo dice l'avvocato di parte civile Alessandra Guarini, in un intervento appassionato, prendendo a prestito la terminologia di Leonardo Sciascia, la divisione in uomini (i soccorritori, i gigliesi), i mezzi uomini, gli ominicchi («moltissimi, gli ufficiali») e i quaquaraquà.

Il legale, che ritiene «Schettino inchiodato su quelle carte come un Cristo» (ancora Sciascia), attacca dall'inchino e dall'incontenibile voglia del comandante «di dimostrare le sua bravura ai suoi ospiti e al suo maestro Mario Terenzio Palombo, di cui non era mai riuscito a soddisfare le aspettative». Quella davanti al Giglio fu «una gara davanti agli occhi del commodoro con la complicità di chi quella manovra ben conosceva e tollerava». Una gara tra Schettino e l'altro comandante, Garbarino. Perché quella degli inchini era «una tradizione marinaresca». Critiche anche alla selezione e formazione del personale, anche quello dell'unità di crisi di Costa e al medoto Ferrarini. Al pm che aveva ritenuto inutile il dibattimento, l'avvocato replica che «il dibattimento è servito eccome! Sarà pure un effetto collaterale, ma ora il tema della sicurezza delle navi e dei passeggeri è chiaro». La propria assistita, Chiara Castello, le ha chiesto «non la spartizione del bottino, non il risarcimento, ma la verità».Chiesto anch’essa il danno punitivo, il legale ha anche sollecitato la trasmissione degli atti perché la Procura compia indagini su Pier Luigi Foschi, all'epoca del naufragio ad di Costa Crociere spa, per il reato 450 del codice penale (delitti colposi di pericolo), ricordando che le difese di parte civile avevano già chiesto indagini per una presunta falsa testimonianza dell'ingegner Paolo Parodi, ispettore tecnico di Costa, componente dell'unità di crisi.

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