Gioco
Via la terra dal letto del fiume, così l’Albegna rinascerà
Il Consorzio Bonifica incontra gli alluvionati: entro ottobre il 70% del corso d’acqua sarà riportato alle condizioni di mezzo secolo fa
ORBETELLO. «Entro ottobre 2015 il 70% dell’Albegna sarà riportato alla sezione omologata risalente al 1967». Lo ha dichiarato Fabio Bellacchi, presidente del Consorzio di bonifica durante un incontro che si è svolto lunedì con gli esponenti del presidio di Marsilina e con alcuni cittadini colpiti dalle alluvioni del novembre 2012 e del 14 ottobre. Tante le promesse fatte ma i cittadini, nonostante gli escavatori che si vedono in giro, nonostante i lavori dentro l’Albegna, hanno sempre molti dubbi e timori. Per questo lunedì hanno incontrato il presidente del Consorzio insieme a Massimo Tassi, tecnico dell’ente.
Il ripristino della sezione omologata sarebbe senza dubbio un buon risultato perché riporterebbe il fiume Albegna allo stato in cui dovrebbe essere e com’era previsto nel 1967.
Il tratto interessato sarebbe quello a valle, cioè dal ponte della Marsiliana verso il mare. «Per il tratto a monte – spiega Bellacchi – dobbiamo aspettare lo studio dell’Università di Firenze che speriamo di avere fra una ventina di giorni».
Riportare l’Albegna alla sezione omologata vuol dire scavare il fiume soprattutto dalla terra in eccesso in modo da dare al fiume più capienza in caso di piene, quella stessa che aveva in passato e che col passare del tempo, forse per scarsa manutenzione pian piano è venuta meno.
La terra che sarà portata via dal fiume sarà usata per la realizzazione dell’argine remoto e di parte di quella che avanzerà i cittadini potranno farne richiesta con una apposita domanda previe analisi del terreno in cui questa terra verrà portata. Un risultato importante di cui dal presidio hanno chiesto garanzie non solo perché si faccia fino alla fine ma soprattutto, una volta fatta, venga mantenuta con la dovuta manutenzione. Il pericolo che temono gli alluvionati e la popolazione è che, una volta fatto l’argine remoto, considerata l’opera che metterà in sicurezza il territorio poi non si faccia più nulla, non si pulisca il fiume e non si scavi la ghiaia come promesso. Il presidente Bellacchi ha però assicurato che il fiume sarà tenuto in perfette condizioni, verrà tagliata periodicamente l’erba e sarà fatto tutto ciò che la manutenzione prevede. Molti gli argomenti sul tavolo, fra cui la pulizia del reticolo idraulico minore soprattutto di quei fossi che non sono del Consorzio e di cui non si sa bene a chi spetti la manutenzione. A tal proposito verrà esaminata una mappa del reticolo per stabilire le competenze, frontisti o Consorzio. Un incontro in cui si è parlato di molti argomenti e che avrà un seguito a Firenze quando dei rappresentanti del presidio saranno ricevuti dalla Regione Toscana in un confronto, oltre che col Consorzio anche con i sindaci dei Comuni delle zone interessate e i tecnici della Regione. La messa in sicurezza del territorio dell’Albegna è appena all'inizio.
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