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Schettino: "Confido nella magistratura"

Pierluigi Sposato
Francesco Schettino (foto Giomini/Bf)
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Francesco Schettino (foto Giomini/Bf)

Il comandante interviene per telefono alla trasmissione Porta a Porta

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GROSSETO. “Non mi sono mai sottratto alle mie responsabilità”, dice Francesco Schettino intervistato per telefono a Porta a Porta nella puntata andata in onda martedì sera (al mattino si era svolta la 62a udienza, erano assenti sia l'imputato sia i suoi difensori di fiducia). Il comandante spiega in trasmissione che “volontariamente mi sono sottoposto a 40 ore di interrogatorio, ai primi di dicembre. Confido nella magistratura. Sono certo che verrà accertata la mia quota di responsabilità. Quattro giorni dopo l'incidente mi sono sottoposto all'interrogatorio di garanzia, sono 180 pagine: più disponibile di me... L'ho dimostrato in tutti i modi”.

L'imputato si dichiara “fiducioso, aspetto con serenità” la sentenza proprio perché “confido nella magistratura”. Secondo Schettino, “dall'inizio questa storia non è stata raccontata per come è”. E anche quando Bruno Vespa fa riferimento alla richiesta di arresto, il comandante ripete di non essersi mai sottratto alle proprie responsabilità: “Difficile spiegare le dinamiche di conduzione di una nave. Ho cercato a dicembre di fare un racconto il più dettagliato possibile”. Quante responsabilità ha Schettino? “Ne ho una quota. Ma non ho mai dato colpe gli altri”. C'è qualcosa che non rifarebbe? “Scusi direttore ma gradirei evitare di dire altro”.

In studio vari ospiti, tra cui uno dei difensori, l'avvocato Donato Laino, accompagnato dal consulente Rosario Ferrandino, un ufficiale della guardia costiera, Gianluca D'Agostino, e tre passeggeri: Elio Vincenzi che perse la moglie Maria Grazia Trecarichi, Ernesto Carusotti che non ha accettato il risarcimento, Luciano Castro che invece ha accettato. E poi Carlo Rienzi (Confconsumatori) e Rosario Trefiletti (Federconsumatori).Vengono messe in onda varie ricostruzioni dell'incidente, viene fatta ascoltare la celebre telefonata con Gregorio De Falco (che, ricorda Laino, dallo stesso pm è dichiarata estranea alle contestazioni).

Premette l'avvocato Laino: “Mettere al centro una sola persona è un'operazione eccessiva. E' l'organizzazione che non ha funzionato. Sono i livelli di responsabilità quelli da accertare, a livello penale e amministrativo. Non ci dobbiamo dividere il salame: le responsabilità siano chiare, precise e non ammantate di riferimenti personali”.

Perché, chede Vespa, a Ferrarini Schettino dice “Ho fatto un casino” e non “il timoniere ha fatto un casino”? “Schettino non lo sapeva, percepire i movimenti di una nave di quelle dimensioni richiede tempi lunghi”. Il comandante non si è accorto di quell'errore: “quella era una manovra di emergenza che nasce qwuando il comandante si rende conto che la nave non era in quella posizione. Nel recupero vi è questo errore, che emergerà dopo. Tanto che il timoniere è stato indagato dopo”.

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