Il Tirreno

Grosseto

«Ecco perché l’Eden m’ha licenziato»

«Ecco perché l’Eden m’ha licenziato»

Il cuoco tira fuori le carte: «Volevano solo diminuire l’attività del ristorante»

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GROSSETO. «Ma quali ordini troppo grossi? Ma quale pane nel freezer? Io dall’Eden sono stato licenziato “a seguito della diminuzione dell’attività del ristorante e in seguito alla prossima riorganizzazione della società”. Così sta scritto nella lettera di licenziamento».

Non ha la voce arrabbiata, ma non ne vuol sapere di passare come quello che non sa fare il suo mestiere. Anche perché il suo mestiere, dietro ai fornelli e inseguendo gusti, colori, consistenze di mille piatti, per mille diversi palati, lui, Luciano Diomajuta, lo sa fare. «Vuole vedere i messaggi di ringraziamento dei clienti, ma anche di Barbieri?», dice.

Diomajuta fino a due settimane fa era lo chef dell’Eden club. Il 24 gennaio l’hanno mandato a casa. Il suo licenziamento è finito nel tourbillon di polemiche e voci che vogliono il locale (di proprietà del Comune) in crisi, e che ieri hanno portato in Comune anche una decina di creditori che vantano circa 300.000 euro.

La Capital Communication che gestisce l’Eden non ha ancora saldato i conti e, nonostante non siano state fissate scadenze precise, i creditori hanno messo le mani avanti, anche perché in giro si sono cominciate a sentire voci che vogliono il locale in crisi e parte del personale licenziato.

Proprio per rassicurare che si è trattato solo di contratti in scadenza non rinnovati, due giorni fa il titolare dell’Eden, Claudio Barbieri, ha detto che l’unico licenziato è stato il cuoco perché aveva fatto degli ordini troppo grossi e la merce era finita nella pattumiera.

«Ma quali ordini grossi?» sbotta Diomajuta. «Di ordini grossi ne ho fatto uno, per la sera dell’inaugurazione, e la roba è tutta finita. Dopo agli ordini ci ha pensato la segreteria. Io fino a ieri ho ricevuto solo apprezzamenti. Poi, quando ho chiesto se mi potevano esser pagati alcuni arretrati, ci sono stati screzi. E poi mi hanno licenziato, dciendo che volevano diminuire l’attività del ristorante».

Intanto ieri si è tenuto in municipio un incontro tra Confartigianato, i creditori e due funzionari comunali. «Non c’era l’assessore Borghi come annunciato in un primo momento – spiega Mauo Ciani di Confartigianato – perché è stato un incontro prettamente tecnico. Il Comune non può intervenire in caso di eventuali mancati pagamenti. Può però favorire un incontro tra creditori e società. E i creditori hanno apprezzato molto la vicinanza delle istituzioni». La data dell’incontro tra Barbieri e i creditori non è ancora fissata. (f.f.)

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