Attenzione
Cromo per tre anni presente nell’acqua «Chiarirne la causa»
SCARLINO. Non c’è solo l’arsenico a impensierire il Forum Ambientalista. Nella falda acquifera della piana di Scarlino sono stati trovati valori, anche dieci volte più alti della media, di cromo...
SCARLINO. Non c’è solo l’arsenico a impensierire il Forum Ambientalista. Nella falda acquifera della piana di Scarlino sono stati trovati valori, anche dieci volte più alti della media, di cromo esavalente, un cancerogeno di prima categoria.
I dati sono stati rilevati da Arpat e Scarlino Energia intorno all’inceneritore nei pozzi p3m5, p3m6, p3m1 nel 2010, 2011 e 2012. In tre pozzi, nel 2010, i valori erano di 52 microgrammi per litro; in un pozzo nel 2011 il valore è stato 11 e nel 2012 nello stesso pozzo 7,2, quando il limite di legge è 5 microgrammi/litro.
«Senza allarmismi – spiega il geologo Lodovico Sola, invitato ieri alla conferenza a illustrare lo stato della piana – va comunque definita entità, causa e origine del fenomeno che sicuramente potrebbe essere di estrema importanza per la salute umana».
Sola ha analizzato anche i risultati dei prelievi in due pozzi appena a sud del sito bonificato di Scarlino Energia. «Due pozzi hanno valori fuori norma – spiega Sola – che indicano come la bonifica sino ad ora eseguita non sia sufficiente, collegata probabilmente anche al fatto che oltre il limite di competenza di Scalino Energia, sono presenti altri depositi di ceneri di pirite conosciuti da tempo, ma sui quali non si è intervenuti». Il rischio, secondo Sola, è che questo inquinamento “si muova” seguendo l’andamento della falda, che va un po’ verso l’area industriale di Follonica, attirata dai tanti pozzi che ci sono lì, ma soprattutto verso il mare. (f.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google